<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0">
  <channel>
    <title>Notiziario</title>
    <description>Notizie da In Missione Con Noi</description>
    <link>http://www.inmissioneconnoi.org/</link>
    <language>it</language>
    <pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:37:47 +0200</pubDate>
    <generator>TYPOlight webCMS</generator>
    <item>
      <title>L'Africa sta cambiando velocemente</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> Interessante articolo di Giulio Albanese su Vita di ieri. Viene posta attenzione sui rapidi cambiamenti presenti in Africa. Lettura consigliata.<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2012/01/11/ex-africa-semper-aliquid-novi/">http://blog.vita.it/africana/2012/01/11/ex-africa-semper-aliquid-novi/</a>  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/135.html</link>
      <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:48:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/135.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>L'Esortazione apostolica &quot;Africae munus&quot;</title>
      <description><![CDATA[Dalla Radio Vaticana di ieri, pubblichiamo questo interessante articolo di presentazione dell'Esortazione apostolica AFRICAE MUNUS.<br /> <br /> <span style="color: #2e4b9b"><strong>Le due porte dell’Africa: l’editoriale di padre Federico Lombardi</strong><br /> </span>Continua a suscitare commenti e riflessioni il viaggio del Papa in Benin. Una visita dai forti contenuti che ha voluto rilanciare la speranza nel continente africano. In particolare ha destato grande attenzione l’Esortazione apostolica “Africae munus” che raccoglie quanto emerso nel secondo Sinodo per l’Africa. Ascoltiamo, in proposito, il nostro direttore, <strong>padre Federico Lombardi</strong>, nel suo editoriale per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano:<br /> <div align="justify"> <em>Subito prima di firmare l’Esortazione apostolica “L’impegno dell’Africa” nella cattedrale di Ouidah, il Papa ha fatto riferimento alle “due porte” che si trovano sulla vicinissima spiaggia della costa atlantica. “La Chiesa in Africa – ha detto – è chiamata a promuovere la pace e la giustizia. La ‘porta del non ritorno’ e quella ‘della salvezza’ ci ricordano questo dovere e ci spingono a denunciare e a combattere ogni forma di schiavitù”. La “porta del non ritorno” era quella attraverso cui passavano gli schiavi prima di essere imbarcati sulle navi negriere, e segnava la definitiva perdita del riconoscimento della loro dignità umana. La “porta della salvezza” è quella edificata più tardi dai cattolici, proprio accanto alla prima, per ricordare che sulla stessa costa erano approdati gli annunciatori del Vangelo di salvezza, che da lì si era diffuso nell’Africa occidentale. Il lato oscuro della storia del continente e il lato luminoso. Il male più ignominioso e la speranza. <br /> Commentatori non sospetti di parzialità in favore della Chiesa cattolica hanno detto che non esiste oggi un documento più completo e più chiaro sulla situazione e sui problemi del Continente della nuova Esortazione. Un documento che impressiona per il suo realismo e il suo rispetto per la dignità dei popoli africani. Un documento che nasce da una riflessione genuinamente africana, ma integrata nella prospettiva liberatoria dell’annuncio cristiano della salvezza, capace di restare universale e diventare veramente africano, aprendo un orizzonte di impegno per l’avvenire. Un amico giornalista europeo mi confidava commosso: qui in Benin ho sentito che come cattolico appartengo davvero a una comunità universale. Il Papa - perché rappresentante di Cristo - è capo spirituale degli africani non meno che degli europei, ed ha portato loro una grande speranza. L’accoglienza in Benin lo ha dimostrato all’evidenza. Forse ciò meriterebbe una riflessione anche da parte degli occidentali. Non per nulla il Papa vede l’Africa come “polmone spirituale” per l’umanità.<br /> </em> </div> <p class="titolettoNot"> <br /> Il testo completo di AFRICAE MUNUS è consultabile qui: <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20111119_africae-munus_it.html">http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20111119_africae-munus_it.html</a>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/134.html</link>
      <pubDate>Sun, 27 Nov 2011 10:41:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/134.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Consegnata la menzione speciale del Premio Cuore Amico 2011 alla memoria di Maria Grazia Buggiani</title>
      <description><![CDATA[Giornata di forti emozioni sabato scorso a Brescia, per la consegna del Premio Cuore 2011:<br /> <a href="http://www.popolis.it/eventi/22102011/"> http://www.popolis.it/eventi/22102011</a><a href="http://www.popolis.it/eventi/22102011/"></a><a href="http://www.popolis.it/eventi/22102011/">  </a> <div> <br /> </div> <div> Qui il discorso commemorativo del dottor Cenerini in versione scaricabile:<span style="font-family: Arial,Helvetica; color: #000000" class="Apple-style-span"><span style="font-size: 12px" class="Apple-style-span"><br /> </span></span> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/consegnata-la-menzione-speciale-del-premio-cuore-amico-2011-alla.html</link>
      <pubDate>Sat, 29 Oct 2011 21:44:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/consegnata-la-menzione-speciale-del-premio-cuore-amico-2011-alla.html</guid>
      <enclosure url="http://www.inmissioneconnoi.org/tl_files/materiali/Varie/Premio_Cuore_Amico_22_ottobre_2011.mp3" length="9748925" type="audio/mpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Il Premio Nobel per la Pace 2011 a 3 donne, di cui due africane</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt"> <div align="left"> <p> <span style="font-size: 10pt">Il massimo riconoscimento mondiale, il Premio Nobel per la Pace, a 3 donne.<br /> La notizia intera da Nigrizia:&nbsp;</span><a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11221"><span style="font-size: 10pt">http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11221</span></a>  </p> </div> </span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/131.html</link>
      <pubDate>Fri, 07 Oct 2011 15:00:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/131.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sul fronte della libertà di espressione, cattive notizie dall'Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Dal Corriere della Sera di ieri, rilanciamo questa notizia sulla situazione del paese:<br /> <a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/09/25/etiopia-giornalisti-e-oppositori-dietro-le-sbarre/">http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/09/25/etiopia-giornalisti-e-oppositori-dietro-le-sbarre/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/130.html</link>
      <pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:22:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/130.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Messaggio dell'arcivescovo di Addis Abeba per il capodanno etiopico</title>
      <description><![CDATA[Dalla Radio Vaticana di ieri, rilanciamo questa notizia sull'inizio del nuovo anno, il 2004 secondo il calendario etiopico, nel paese:<br /> <p class="titolettoNot"> <a name="Art_519875" title="Art_519875"></a><span style="color: #2e4b9b"><strong><br /> Messaggio dell'arcivescovo di Addis Abeba per il capodanno etiopico</strong><br /> </span> </p> <p class="corpoNot"> Oggi, l’Etiopia ed Eritrea celebrano il capodanno. Il presidente della Conferenza episcopale etiopico-eritrea e arcivescovo di Addis Abeba, mons. Abune. Berhaneyesus, ha inviato un messaggio d’augurio a tutte le due nazioni tramite la sezione amarico-tigrino della nostra emittente. Rivolgendosi a tutti gli etiopi e gli eritrei che vivono nel Paese e a quelli della diaspora, il presule scrive che “è il momento di ringraziare Dio, il nostro Creatore”. “La nostra celebrazione del ringraziamento per accogliere il nuovo anno”, che secondo il calendario etiopico ed eritreo è il 2004, è una celebrazione di ringraziamento “a chi è stato il nostro rifugio nell’anno che è concluso”. L’arrivo del nuovo anno - sottolinea l’arcivescovo di Addis Abeba - è l’inizio per il tempo della vita nuova che ci rende completi e, seguendo la sua volontà, questo è il tempo di rinnovamento. E’ il tempo di riconciliazione e pace – prosegue - perché l’uomo operi per la realizzazione dello sviluppo spirituale. Dio è il Signore del tempo. Non l’uomo, quindi non dobbiamo rimandare a domani ciò che possiamo fare oggi. Conduciamo la nostra vita in base all’etica cristiana che è la forza del buon comportamento di ogni cristiano, che è testimoniare Dio non solo con le parole ma soprattutto praticandole nella vita quotidiana. Il nuovo anno – conclude mons. Abune. Berhaneyesus - è l’inizio dell’anno scolastico, quindi preghiamo perché le scuole diventino luoghi di crescita in base all’etica e alla responsabilità. Questo è l’impegno degli insegnanti, dei genitori e della società pure. Chi rispetta l’etica della vita avrà il timore di Dio, e questo sarà capace di seguire la coscienza. Ed essendo libero da ogni corruzione e crimine, proteggerà se stesso e gli altri dal tutto ciò che è male”. (A.L.)  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/132.html</link>
      <pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:28:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/132.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Ma i poveri hanno ragione</title>
      <description><![CDATA[Da Vita di ieri, suggeriamo la lettura di questo articolo sul perdurare della&nbsp;drammatica situazione della siccità nel Corno d'Africa: <a href="http://blog.vita.it/africana/2011/09/08/ma-i-poveri-hanno-ragione/">http://blog.vita.it/africana/2011/09/08/ma-i-poveri-hanno-ragione/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/128.html</link>
      <pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:17:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/128.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>A Homa è arrivata la luce</title>
      <description><![CDATA[Ieri sera è giunto un e-mail dall'Etiopia con la&nbsp;notizia&nbsp;dell'arrivo della corrente elettrica a Homa!<br /> Qualche lavoretto resta ancora da fare, ma ormai ci siamo. Ecco il testo.<br /> <span style="font-size: 8pt"><br /> <em> <div align="justify"> <span style="font-size: 8pt"><em>Dear Stefano and Massimo,<br /> Hoping you all are fine and well, I would like to express hearty gratitude for all that you did for my requests and the need of my people, may the good Lord bless all your activities.<br /> The latest information about HEP is that today just around 3.00 PM the electricity arrived to the parish and people are very happy to see it. Still due to the lack of materials,&nbsp;the school and kindergarten did not get&nbsp;access to&nbsp;electricity. Therefore, for official inaguration we can arrange with you the day and month that is good for you. The rest of the work of installations for the community will be done in progress.<br /> Yours, abba Dereje</em></span>  </div> </em></span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/127.html</link>
      <pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:46:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/127.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Preoccupanti notizie sulla siccità nel Corno d'Africa</title>
      <description><![CDATA[Da Nigrizia di ieri, presentiamo questo articolo, dove si parla anche di Etiopia: <a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11067">http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11067</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/125.html</link>
      <pubDate>Thu, 21 Jul 2011 11:56:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/125.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Notizie dal Corno d'Africa</title>
      <description><![CDATA[Da Vita di ieri cattive notizie dall'Africa Orientale: <a href="http://blog.vita.it/africana/2011/07/15/ennesima-emergenza-%e2%80%9cfame%e2%80%9d-nel-corno-d%e2%80%99africa/">http://blog.vita.it/africana/2011/07/15/ennesima-emergenza-%e2%80%9cfame%e2%80%9d-nel-corno-d%e2%80%99africa/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/126.html</link>
      <pubDate>Sat, 16 Jul 2011 08:33:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/126.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Oscar ha raggiunto la sua Maria Grazia</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt"><strong>Oscar Schieppati</strong>,&nbsp;marito della dottoressa Maria Grazia Buggiani, da 41 anni in Rhodesia-Zimbabwe, è morto martedì 21 presso la sua casa di St. Michael's.<br /> Ieri mattina si è svolto il funerale, seguito dalla sepoltura&nbsp;a fianco della moglie, nel giardino della loro casa.</span>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/124.html</link>
      <pubDate>Wed, 22 Jun 2011 11:25:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/124.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornamenti sulla diga Gilgel Gibe 3 in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Su Nigrizia, ieri è stata pubblicata questa importante notizia relativa alla costruzione della diga Gilgel Gibe 3 in Etiopia: <a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10913">http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10913</a>.  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/122.html</link>
      <pubDate>Sat, 28 May 2011 19:09:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/122.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Maria Grazia ci ha lasciati</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt">Il Comitato Direttivo di <em>In missione con noi</em> annuncia con grande dolore la morte della <strong>dottoressa Maria Grazia Buggiani</strong>, per 47 anni medico missionario in Africa, avvenuta venerdì 13 maggio alle ore 21 ad Harare in Zimbabwe.<br /> Questo il <span style="font-family: 'Times New Roman'"><a href="mostra-notizia/items/107.html" title="Intervista alla dottoressa Buggiani"><span style="color: #800080"><strong>link</strong></span></a></span> al testo dell’intervista che le abbiamo fatto lo scorso anno, mentre era di passaggio a Bologna.<br /> L'Ordine dei Medici di Latina, di cui era membro, le ha dedicato questi articoli: </span><a href="http://www.ordinemedicilatina.it/node/20538"><span style="font-size: 10pt">http://www.ordinemedicilatina.it/node/20538</span></a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/121.html</link>
      <pubDate>Sun, 15 May 2011 11:25:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/121.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornamenti sulle mucche in comodato d'uso</title>
      <description><![CDATA[<p> Dal nostro responsabile locale, abba Labena Ghitore, sono arrivati questi due testi: il primo è la relazione sull'assegnazione di 21 mucche in comodato d'uso del gruppo di febbraio 2011; il secondo è una intervista ad alcuni beneficiari.<br /> <br /> 4 marzo 2011  </p> <span style="font-size: 10pt"> <div align="center"> <strong><span style="font-size: 10pt">Relazione e spiegazioni sul programma delle mucche in comodato d’uso, gruppo del febbraio 2011</span> </strong> </div> <p> <span style="font-size: 8pt"><strong>1.&nbsp;soldi ricevuti<br /> </strong>In data 1-2-2011 ho ricevuto 2780 euro da In missione con noi Onlus, attraverso il dottor Stefano Cenerini per il programma delle mucche in comodato d’uso per famiglie povere nel sud Etiopia.<br /> In quel momento il tasso di cambio euro-birr era pari a 22,78: così 2780 euro equivalevano a 63.328,40 birr, a cui ho aggiunto 537 birr di resto dal gruppo del giugno 2010. </span> </p> </span> <p> <strong>2.&nbsp;spese<br /> </strong>In totale ho comprato 21 mucche in varie parti della regione (Sawla, Soddo, Shalla, Buccama, Sholla koddo).<br /> •&nbsp;Costo 21 mucche: 59.395,00 birr = 2607,33 euro (il costo di ciascuna mucca è presente nella tabella 3.).<br /> •&nbsp;Altre spese:<br /> gasolio 100 birr;<br /> fotografie: 150 birr;<br /> cancelleria: 200 birr;<br /> trasporti: 400 birr;<br /> nuovo timbro ufficiale del programma: 172 birr;<br /> per diem per i lavoratori: 900 birr;<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;per un totale di 2.822 birr (123,88 euro).  </p> <p> Totale spese:&nbsp;62.217,00 birr (2731,61 euro).<br /> Resto: &nbsp;&nbsp;1.648,40 birr (72,36 euro).  </p> <p> <strong>3.&nbsp;tabella esplicativa </strong> </p> <p> <strong>4.&nbsp;esecuzione del programma<br /> </strong>Per l’esecuzione mi sono mosso come le volte precedenti, avendo tre persone come aiutanti nei vari villaggi: in questo modo è andato tutto bene.  </p> <p> <strong>5.&nbsp;ringraziamenti<br /> </strong>Le persone entrate nel programma hanno espresso un sincero ringraziamento all’Associazione e alle persone impegnate in questa attività.  </p> <p> <br /> Vi invio i miei saluti e la gratitudine delle famiglie povere.  </p> <p> Vostro,<br /> abba Labena Ghitore, responsabile locale<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> 21 febbraio 2011  </p> <span style="font-size: 10pt"> <div align="center"> <p> <strong><span style="font-size: 10pt">Intervista con i beneficiari del programma delle mucche in comodato d’uso del gruppo di febbraio 2011, fatta dal responsabile locale in Etiopia abba Labena Ghitore</span> </strong> </p> </div> <p> <span style="font-size: 8pt">L’intervista è stata fatta con tre persone di diversi villaggi: fortunatamente le risposte delle tre persone alle domande erano simili, per cui le ho tradotte sottoforma di una unica espressione. </span> </p> </span> <p> <em>D.: come sono le condizioni di vita sue e della sua famiglia?<br /> </em>R.: è difficile da spiegare. La vita è difficile a causa della povertà, a cui si è aggiunta la recente crescita dei prezzi delle granaglie e di vari generi alimentari.  </p> <p> <em>D.: perché queste difficoltà? Quali sono le cause profonde?<br /> </em>R.: la situazione economica della famiglia; l’alto costo della vita; l’impossibilità di provvedere a ciò che la famiglia abbisogna, fino al punto che di recente è diventato più difficile mandare i bambini a scuola.  </p> <p> <em>D.: in pratica che cosa le manca? Che cosa ha contribuito a renderla povera?<br /> </em>R.: un problema è l’appezzamento di terreno, piccolo e poco fertile. I costi molto alti dei fertilizzanti e i cambiamenti climatici hanno aggravato la situazione. Infatti un anno c’è molta pioggia, in un altro anno pochissima. In questa situazione il raccolto è insufficiente.<br /> Inoltre non ho mucche. Esse sono di grande aiuto: arano, producono latte e prodotti caseari, possono anche partorire vitellini da vendere. Quando queste cose sono in difetto, manca proprio tutto!  </p> <p> <em>D.: non aveva mucche in passato?<br /> </em>R.: in passato le avevo, ma un po’ alla volta alcune sono morte, altre ho dovuto venderle.<br /> Quando non ci sono mezzi di sorta per avere qualche entrata, l’unica soluzione è quella di vendere una mucca e così comprare cibo, vestiti e aiutare i figli negli studi. Alcune volte si vende una mucca per comprare il fertilizzante o altri beni essenziali per vivere.<br /> Una volta venduta la mucca, rimpiazzarla è estremamente difficile, poiché al giorno d’oggi una mucca è molto costosa!  </p> <p> <em>D.: in cosa consiste la perdita quando una mucca viene a mancare?<br /> </em>R.: è una gravissima perdita. Viene a mancare il cibo per la famiglia, il latte e i latticini, più in generale le entrate economiche; inoltre ti senti sfortunato, perché manca la mucca in casa [non essendoci stalle, di notte le mucche stanno dentro la capanna, nel settore loro riservato: quindi sono considerate come membri della famiglia, n.d.t.].  </p> <p> <em>D.: questo tipo di problemi è solo per lei o anche per altri del villaggio?<br /> </em>R.. più o meno è lo stesso anche per gli altri del villaggio, ma per noi è peggio date le nostre estreme condizioni di povertà.  </p> <p> <em>D.: se l’Associazione le fornisce in comodato d’uso una mucca o un bue, come questa le può essere utile?<br /> </em>R.: è una vera fortuna e un grande aiuto! Potremo coltivare meglio la nostra terra, così da avere cibo per i bambini. Potremo avere latte e latticini; ci sarà anche la possibilità di avere introiti, in caso di nascita di vitellini. In una parola, potremo migliorare la nostra vita.  </p> <p> <em>D.: venderà o maltratterà l’animale?<br /> </em>R.: niente affatto, ne avremo grande cura. Lavoreremo sodo per trarne i maggiori benefici possibili, e sarà un ottimo mezzo di sostentamento sulla via dell’autosufficienza.  </p> <p> <em>D.: ha qualcosa da dire all’Associazione che le dà in comodato la mucca?<br /> </em>R.: grazie per il grande sostegno e contributo per la vita della mia famiglia.  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/120.html</link>
      <pubDate>Fri, 15 Apr 2011 21:36:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/120.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>In Etiopia, il dittatore Meles Zenawi mostra i muscoli</title>
      <description><![CDATA[Interessante articolo sull'Etiopia apparso su Nigrizia.it di ieri: <a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10777">http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10777</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/119.html</link>
      <pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:16:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/119.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il 5 per 1000 del 2009</title>
      <description><![CDATA[Sono stati pubblicati ieri gli importi del 5 per 1000 del 2009, che verranno liquidati a dicembre: a <em>In missione con noi</em> sono stati assegnati in totale 7.180,44 euro, con 137 persone che ci hanno scelto come beneficiari.<br /> Grazie a tutti!  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/118.html</link>
      <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 11:51:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/118.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Preoccupazione per la situazione dello Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<p> <span style="font-size: 10pt">Articolo di Fides sulla preoccupazione dell'episcopato dell'Africa meridionale per la situazione dello Zimbabwe: <span style="font-family: Times New Roman; color: #000000"><a href="http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=35712&lan=ita">http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=35712&lan=ita</a></span></span>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/116.html</link>
      <pubDate>Wed, 23 Feb 2011 16:33:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/116.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le rivolte del pane in Africa</title>
      <description><![CDATA[Da L'Occidentale, panoramica sulle rivolte per il pane in Africa, con uno sguardo anche a dove, per ora!, non succedono: <a href="http://www.loccidentale.it/node/102659">http://www.loccidentale.it/node/102659</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/115.html</link>
      <pubDate>Sun, 20 Feb 2011 10:05:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/115.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>La fine della cleptocrazia in Tunisia ed Egitto</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt">Da Vita di ieri, l'analisi della situazione politica in Tunisia ed Egitto: </span><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman"><a href="http://blog.vita.it/africana/2011/02/12/egitto-e-tunisia-una-lezione-da-non-dimenticare/"><span style="font-size: 10pt">http://blog.vita.it/africana/2011/02/12/egitto-e-tunisia-una-lezione-da-non-dimenticare/</span></a></span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/117.html</link>
      <pubDate>Sun, 13 Feb 2011 16:46:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/117.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il referendum in sud Sudan</title>
      <description><![CDATA[<p> <span style="font-size: 8pt">Interessanti articoli&nbsp;relativi al referendum di indipendenza in sud Sudan.<br /> Da&nbsp;Vita: </span><a href="http://blog.vita.it/africana/2011/01/10/referendum-in-sud-sudan-sara-la-storia-a-giudicare/"><span style="font-size: 8pt">http://blog.vita.it/africana/2011/01/10/referendum-in-sud-sudan-sara-la-storia-a-giudicare/</span></a><span style="font-size: 8pt"><br /> Da Nigrizia: <a href="http://www.campagnasudan.it/public/Sudan_DossierReferendum2011.pdf">http://www.campagnasudan.it/public/Sudan_DossierReferendum2011.pdf</a></span>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/111.html</link>
      <pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:57:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/111.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>E' arrivato il 5 per 1000 del 2008!</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> Ieri ci sono stati accreditati in banca 6.451,28 euro del 5 per 1000 del 2007: grazie a tutti per il contributo di allora, sperando di poter proseguire su questa linea anche per i prossimi anni.  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/110.html</link>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2010 10:03:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/110.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Per tenerci aggiornati sul continente Africa</title>
      <description><![CDATA[Segnaliamo questo bell'articolo su <span style="font-size: 10pt"><strong>Vita</strong></span> di ieri:<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2010/11/15/un-continente-in-%e2%80%9cnero-e-bianco%e2%80%9d-per-continuare-a-sperare/">http://blog.vita.it/africana/2010/11/15/un-continente-in-%e2%80%9cnero-e-bianco%e2%80%9d-per-continuare-a-sperare/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/109.html</link>
      <pubDate>Tue, 16 Nov 2010 11:44:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/109.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Ringraziamento dalla biblioteca di St. Michael's Sec. school, Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<p> Dalla&nbsp;biblioteca di St. Michael's Sec. school, in Zimbabwe, ci è arrivata questa bella lettera che volentieri pubblichiamo.<br /> <br /> <span style="font-size: 10pt">St. Michael’s High School<br /> p.o. box 149 Beatrice, Zimbabwe </span> </p> <div align="right"> <p> <span style="font-size: 10pt">10 settembre 2010 </span> </p> </div> <p> <span style="font-size: 10pt">A: In missione con noi<br /> via Newton 3<br /> 40133 Bologna BO, Italia </span> </p> <p> <br /> <span style="font-size: 10pt"><strong>Oggetto: lettera di apprezzamento per la donazione di libri alla biblioteca di St. Michael’s High School</strong> </span> </p> <p> <br /> <span style="font-size: 10pt">gent. dottor Stefano Cenerini,<br /> gent. dottor Massimo De Matteis, </span> </p> <p> <br /> <span style="font-size: 10pt">come vice bibliotecari della suddetta scuola, e come rappresenti del Consiglio degli studenti, desideriamo esprimere la nostra sincera gratitudine per il libri che ci avete dato.<br /> Abbiamo trovato i libri di grande significato e questi sono arrivati in un momento cruciale, quando ne avevamo più bisogno.<br /> Speriamo che gli studenti siano capaci di utilizzare le risorse in modo efficiente, specialmente le novelle per migliorare il nostro livello letterario.<br /> È nostra speranza e fiducia che voi continuiate a sostenerci nella nostra richiesta di migliorare i nostri voti scolastici nelle lingue.<br /> Il vostro sostegno è grandemente apprezzato. </span> </p> <p> <br /> <span style="font-size: 10pt">Agnes M. Tapireyi<br /> Samantha T. Paradza<br /> Precious M. Muzabani<br /> Yassin Wingwiri </span> </p> <div align="center"> <span style="font-size: 10pt">Timbro della scuola </span> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/108.html</link>
      <pubDate>Sat, 06 Nov 2010 20:11:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/108.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>7° mercatino di beneficenza</title>
      <description><![CDATA[Ci siamo!<br /> Giovedì 21 ottobre alle ore 9 apriranno i battenti del nostro settimo mercatino: <br /> la sede è quella consueta di strada Maggiore 6 a Bologna, presso la parrocchia dei santi Bartolomeo e Gaetano.<br /> L'orario: 9-20 per quattro giorni, fino a domenica 24.<br /> Accorrete numerosi!  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/106.html</link>
      <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 00:49:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/106.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista all'arcivescovo di Bulawayo</title>
      <description><![CDATA[Interessante intervista al vescovo di Bulawayo sulla situazione del paese in questo periodo: <span style="font-size: 14pt; font-family: 'Times New Roman'"><a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=282209">http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=282209</a></span>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/105.html</link>
      <pubDate>Tue, 19 Oct 2010 20:44:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/105.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Liberata Birtukan Mideksa!</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> E' stata liberata ieri l'altro Birtukan Mideksa, leader del partito&nbsp;UDJ (Union for Democracy and Justice), che si oppone a Meles Zenawi in Etiopia. Ha passato in carcere 646 giorni.<br /> Per approfondire: <a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=281579">http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=281579</a>  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/104.html</link>
      <pubDate>Fri, 08 Oct 2010 13:34:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/104.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista al dottor Paolo Marelli</title>
      <description><![CDATA[<p class="titolettoNot"> Segnaliamo questo bell'articolo della Radio Vaticana del 28 settembre.<a name="Art_425968" title="Art_425968"></a><span style="color: #2e4b9b"><strong><br /> <br /> L’impegno per l’Africa di Paolo Marelli, medico del Coe, il Centro Orientamento Educativo</strong><br /> </span>Quarant’anni di attività al servizio dei più deboli: è il traguardo raggiunto dal Coe, il Centro Orientamento educativo. Una delle iniziative più significative del sodalizio è l’Ospedale a Mbalmayo in Camerun. Il direttore della struttura ospedaliera, <strong>Paolo Marelli</strong>, racconta – al microfono di <strong>Amedeo Aiello</strong> – il suo impegno decennale, prima in Burundi e poi nella Zambia, al servizio dei popoli africani:<u><a href="http://62.77.60.84/audio/ra/00228451.RM" onclick="window.open(this.href); return false;"><img src="http://posta35b.mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/Downloader?d=libero.it&fp=INBOX&contentSeed=d123d&c=yes&u=stefanocenerini&disposition=inline&an=DefaultMailAccount&uid=829&pct=63117&dhid=attachmentDownloader&ai=0" border="0" alt="" /></a> </u><br /> <br /> <em>R. – La mia attività di medico chirurgo in Africa è cominciata più di 30 anni fa quando – giovane medico – ho pensato che fosse utile per me e per gli altri di dedicare la mia vita e la mia professionalità ai poveri e ho identificato nei malati i poveri tra i poveri: la mancanza di salute fisica, la malattia ti fa sentire più povero ancora, ti fa sentire più solo, ti fa sentire più bisognoso. Il lavorare con i malati sembrava che potesse essere un modo tangibile, concreto, reale, utile per vivere una vita piena e gratificante. La prima esperienza è stata quella del Burundi dove sono stato 21 anni: è stata un’esperienza molto ricca. Purtroppo, la guerra e la situazione politica del Burundi ci hanno obbligato ad interrompere l’esperienza. La seconda esperienza lunga l’ho fatta in Zambia, dove la diocesi di Milano mi ha chiesto di recarmi per riorganizzare un po’ l’ospedale che era stato voluto anni prima da Paolo VI quando era cardinale arcivescovo dell’arcidiocesi di Milano.</em><br /> <br /> <em>D. – Quali sono, secondo lei, le principali cause dei problemi medico-sanitari nei Paesi dell’Africa in cui ha operato?</em><br /> <br /> <em>R. – Prima di tutto, un problema che non è sanitario in sé e per sé, e cioè la povertà. E poi, la mala gestione. Ci sono poche risorse e queste poche risorse non sono ben distribuite: è praticamente quello che si rileva anche nei Paesi ricchi, solo che nei Paesi ricchi essendoci tante risorse ed essendoci così tanti soldi, anche se la gestione non è ottimale – a volte non lo è affatto – non si nota e non si penalizzano gli utilizzatori di un certo servizio. Quando la torta è piccola, quando ci sono poche risorse, anche una gestione non ottimale fa sì che tutto cada, fa sì che – purtroppo – le persone siano penalizzate.</em><br /> <br /> <em>D. – Quali sono le difficoltà più evidenti per esercitare la sua professione nei Paesi in via di sviluppo?</em><br /> <br /> <em>R. – La solitudine: sto parlando della solitudine professionale. In tutti gli ospedali, anche i più piccoli dei Paesi cosiddetti “sviluppati”, c’è tutto uno stuolo di operatori sanitari, di medici, di specialisti che possono consultarsi quando lo vogliono e quando ne sentono la necessità. In Africa, il medico, l’infermiere spesso è solo e il fatto di non potersi confrontare con dei colleghi è veramente qualcosa che se si fa il lavoro del medico in modo coscienzioso, è veramente la difficoltà che pesa maggiormente. L’avvento della telemedicina, a cui mi sono dedicato molto in Zambia e a cui spero di potermi dedicare anche qui, in Camerun, potrebbe attenuare un po’ questa difficoltà. Avere, in mezzo alla foresta equatoriale, come ad esempio qui in Camerun, la presenza di specialisti – se non fisica, virtuale – potrebbe veramente togliere me – e così come me, altri operatori sanitari – da questa solitudine professionale che pesa molto e che incide sull’efficacia della medicina e delle terapie che proponiamo ai nostri malati.</em><br /> <br /> <em>D. – Cosa possono fare, dunque, secondo lei, i Paesi dell’Occidente per aiutare l’Africa a combattere le malattie che ogni giorno in silenzio causano la morte di migliaia di persone?</em><br /> <br /> <em>R. – L’importante per i Paesi europei è rendersi conto che occorre cambiare lo stile di vita, che occorre cambiare la mentalità; occorre rendersi conto che non è più accettabile che ci siano delle nazioni evolute che spendono di più in cibo per cani e gatti di quanto non sia il bilancio annuale del Ministero della sanità di diversi Paesi in via di sviluppo. Non è accettabile che ci sia un Paese – che non nomino – che spende in prodotti dimagranti per la propria popolazione più del doppio di quanto spenda il Ministero della salute del Cameroun per la salute di tutta la sua popolazione. E’ un cambiamento di mentalità, è un cambiamento di stile di vita, è un cambiamento che se l’Occidente non lo farà di sua spontanea volontà, sarà obbligato a farlo appunto perché non ci sono barriere che dividono i neri dai bianchi, gli africani dagli europei. Abitiamo tutti nella stessa casa e quindi quello che c’è – e che è ancora molto, per ora – deve essere distribuito equamente tra tutti gli abitanti.</em>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/103.html</link>
      <pubDate>Fri, 01 Oct 2010 21:15:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/103.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Anche alle Nazioni Unite imperversa ...</title>
      <description><![CDATA[Ecco le ultime notizie su Mugabe, tratte da L'Occidentale:<br /> <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/all'onu+un+podio+per+i+dittatori:+il+caso+di+mugabe.0096207">http://www.loccidentale.it/articolo/all%27onu+un+podio+per+i+dittatori%3A+il+caso+di+mugabe.0096207</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/102.html</link>
      <pubDate>Mon, 27 Sep 2010 21:07:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/102.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Per riflettere sull'acqua</title>
      <description><![CDATA[Queste due notizie tratte da MISNA, ci aiutino un po' a riflettere sull'importanza dell'acqua:<br /> <br /> <a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=280562">http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=280562</a><br /> <a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=280561">http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=280561</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/100.html</link>
      <pubDate>Thu, 23 Sep 2010 09:34:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/100.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Raccolta oggetti per il mercatino</title>
      <description><![CDATA[<span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"> <div align="justify"> <span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 10pt">A</span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 10pt">nche quest'anno abbiamo iniziato la raccolta del materiale per il tradizionale mercatino di beneficienza, che si terrà dal 21 al 24 ottobre, presso la solita sede della parrocchia dei santi Bartolomeo e Gaetano, a Bologna.<br /> </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span style="font-size: 10pt">Si gradisce ogni tipo di oggetto, in particolare:<br /> soprammobili, stoviglie, servizi di piatti-bicchieri-posate, lampade, quadri, borse, giocattoli per le bambine e biciclettine, casalinghi, tappeti, oggettistica in generale.<br /> </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 10pt">Non esitate a contattarci per&nbsp;qualunque chiarimento!<br /> </span></span></span></span> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 10pt"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Grazie in anticipo&nbsp;a tutti per quanto donato con gioia.</span></span> </span></span> </p> </div> </span></span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/99.html</link>
      <pubDate>Tue, 21 Sep 2010 19:52:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/99.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Relazione di abba Labena dall'Etiopia sul nuovo lotto di mucche</title>
      <description><![CDATA[E' appena arrivata la nuova relazione di abba Labena sul lotto di mucche in comodato d'uso acquistate con i fondi inviati lo scorso mese di giugno. Si tratta di 2.700 euro con i quali abbiamo comprato ben 20 mucche!<br /> Ecco il testo della sua relazione.<br /> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman"><br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">a:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In missione con noi<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; via Newton 3<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 40133 Bologna BO<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Italy<br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman"> <p> <br /> 31 agosto 2010  </p> <span style="font-size: 14pt">&nbsp;</span><span style="font-size: 14pt">  <div align="center"> <strong><span style="font-size: 12pt">Relazione sul programma delle mucche in comodato d’uso, lotto del giugno 2010<br /> </span></strong> </div> <p> <br /> <u>1, fondi ricevuti<br /> </u>Nel mese di giugno 2010 ho ricevuto 2.700 euro da In missione con noi, attraverso il dottor Stefano Cenerini per il programma delle mucche in comodato d’uso, a beneficio di famiglie povere nel sud Etiopia. In quel momento il tasso di cambio bancario era di 16,51 Ethiopian birr per un euro: quindi dalla banca ho ottenuto 44.577 birr. A questi vanno aggiunti i 1.100 birr rimasti dal lotto dello scorso febbraio, per un totale di 45.677 birr.<br /> <br /> <u>2, spese<br /> </u>•&nbsp;Nella esecuzione del programma ho seguito le nuove indicazioni ricevute, cioè il cartello con il nome e il numero progressivo.<br /> •&nbsp;Ho acquistato 20 mucche, poi consegnate a 20 famiglie povere in due diversi luoghi, Sawla e Sadama (di ciascun beneficiario ho allegato una foto della consegna della mucca).<br /> •&nbsp;Il costo delle 20 mucche è stato pari a 41.560 birr (il prezzo di ognuna è indicato nella tabella allegata).<br /> •&nbsp;Altre spese (gasolio, fotografie, trasporti e rimborso spese per gli aiutanti): 3.580 birr.<br /> •&nbsp;Totale spese: 45.140 birr.<br /> •&nbsp;Resto: 537 birr.<br /> <br /> <u>3, tabella<br /> </u><br /> <u>4, valutazione nel tempo del programma<br /> </u>Ho anche rivalutato mucche date in comodato negli anni precedenti, in particolare l’evoluzione della loro situazione e i miglioramenti ottenuti dalle famiglie (o persone), come da scopo del programma. In alcuni luoghi ho fatto visite apposite per valutare le famiglie e le persone incluse nel programma. L’85% del programma, guardando al suo scopo ultimo, procede bene, eccetto alcune questioni minori in certi luoghi. Ciò significa che il programma è utile!<br /> <br /> <u>5, gratitudine<br /> </u>I beneficiari esprimono la loro gratitudine all’Associazione, attraverso la preghiera e l’impegno personale nella direzione dell’autosufficienza.<br /> <br /> <u>6, condizioni di esecuzione del programma<br /> </u>Nel presente lotto ho incluso solo i luoghi di Sawla e Sadama, poiché sono i luoghi dove lavoro e che conosco molto bene.<br /> <br /> Se fossero necessari chiarimenti o ulteriori informazioni, potete contattarmi per e-mail o cellulare.  </p> </span> <p> Cari saluti!  </p> <div align="right"> padre Labena Ghitore, responsabile locale  </div> </span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/113.html</link>
      <pubDate>Wed, 15 Sep 2010 10:10:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/113.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Raccolta libri usati</title>
      <description><![CDATA[In occasione dell'imminente sagra della parrocchia di Cristo re&nbsp;ad Anzola, allestiremo un piccolo mercatino libri.<br /> Raccogliamo quindi libri di tutti i generi, esclusi quelli di scuola.<br /> Questo tipo di piccolo mercatino ambulante lo ripeteremo varie volte durante l'anno, per cui siamo sempre disponibili a ritirare i libri che non vi servono più.<br /> Per contattarci: info@inmissioneconnoi.org  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/101.html</link>
      <pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:46:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/101.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sulle dittature in Africa</title>
      <description><![CDATA[<div> <span style="color: #033e6c; font-family: Georgia"><a href="http://www.loccidentale.it/articolo/se+li+conosci+li+eviti.+come+combattere+e+rovesciare+le+dittature+nel+mondo+.0094287"></a><span style="font-size: 8pt">Bell'articolo di analisi storica sulle dittature in Africa (in due parti) di Annalisa Marroni, tratto da L'Occidentale:<br /> </span><a href="http://www.loccidentale.it/articolo/se+li+conosci+li+eviti.+come+combattere+la+dittatura+nel+mondo.0094256"><span style="font-size: 8pt">http://www.loccidentale.it/articolo/se+li+conosci+li+eviti.+come+combattere+la+dittatura+nel+mondo.0094256</span></a><br /> <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/se+li+conosci+li+eviti.+come+combattere+e+rovesciare+le+dittature+nel+mondo+.0094287"><span style="font-size: 8pt">http://www.loccidentale.it/articolo/se+li+conosci+li+eviti.+come+combattere+e+rovesciare+le+dittature+nel+mondo+.0094287</span></a><br /> </span> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/98.html</link>
      <pubDate>Thu, 12 Aug 2010 11:26:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/98.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Qualcosa dallo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<p> Dal radiogiornale vaticano del 14 luglio, qualche aggiornamento sulla situazione in Zimbabwe.<br /> <br /> <span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 10pt"><strong>Zimbabwe: la Chiesa attivamente impegnata nella riconciliazione nazionale</strong></span></span>  </p> <div align="justify"> <p> La Chiesa nello Zimbabwe vuole fare la sua parte per promuovere la riconciliazione e la democratizzazione del Paese. Per questo si sta già mobilitando con diverse iniziative per sanare le profonde ferite tuttora aperte dopo anni di violenze in vista delle elezioni politiche del 2011. La convocazione della nuova tornata elettorale è uno dei punti chiave dell’accordo raggiunto nel 2009 tra il Presidente Robert Mugabe e il rivale Morgan Tsvangirai, oggi primo ministro nell’attuale governo di coalizione, dopo le violenze seguite alle contestate elezioni del marzo 2008. Il problema è che il Paese è lontano da una vera riconciliazione nazionale. "Per avere elezioni libere e giuste, dobbiamo porre fine alla violenza e ripristinare lo Stato di diritto”, spiega in un’intervista all’agenzia Cns Alouis Chaumba, responsabile della Commissione Giustizia e Pace dei vescovi, che ha già avviato una serie di iniziative in questo senso. Tra queste l’aiuto psicologico alle vittime delle violenze, in collaborazione con altre organizzazioni non governative. Un altro fronte è quello della promozione della partecipazione e della coscienza politica dei cittadini attraverso seminari nelle parrocchie, forum e incontri con leader politici. Diversi gruppi parrocchiali della capitale Harare e di Chinhoyl hanno visitato il parlamento per capire come funziona, cosa fanno i rappresentanti eletti e come interagire con loro. L’idea, spiega ancora Chaumba, è di “creare fiducia nel processo elettorale per convincere le persone che il loro voto conta davvero”. Uno dei nodi critici è rappresentato peraltro dall’approvazione della nuova Costituzione prima della scadenza elettorale dell’anno prossimo. Il processo di riforma costituzionale è infatti molto indietro sulla tabella di marcia a causa delle continue schermaglie tra i vari partiti politici. Lo Zimbabwe resta un Paese “molto polarizzato”, dice il responsabile di Giustizia e Pace , osservando che se l’attuale governo di coalizione ha fatto sforzi per riconciliare la gente “il legame tra riconciliazione e giustizia è stato dimenticato o ignorato”.  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/96.html</link>
      <pubDate>Thu, 15 Jul 2010 00:09:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/96.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Testo completo dell'intervista alla dottoressa Maria Grazia Buggiani</title>
      <description><![CDATA[<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" align="center"><span style="font-size: 24pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 18pt">Intervista alla dottoressa Maria Grazia Buggiani</span></span></span></span></h1> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"></h1> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right" align="right"><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 14pt">Bologna, 16 giugno 2010</span></span></span></span></h1><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Introduzione</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">L’occasione è molto particolare: la dottoressa Buggiani è per soli 12-13 giorni in Italia e sta correndo tra Milano, Trento, Alessandria, Pisa, Bologna e Latina. Siamo riusciti a “catturarla” per questa serata qui tra noi.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">In Rhodesia nel 1964</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Lei arriva nel 1964 in una città che si chiamava Salisbury (ora si chiama Harare), in un paese che si chiamava Rhodesia (adesso Zimbabwe), presso l’Harare Hospital, con medici bianchi e pazienti divisi in bianchi e neri.</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. In quei tempi c’era l’apartheid, c’erano quartieri per i bianchi (molto belli), quartieri indiani, asiatici, ecc., in pratica ognuno viveva nel proprio “borgo”. C’erano due ospedali: il Fleming per i bianchi e l’Harare Hospital (tuttora con il medesimo nome) per gli africani. Io ho avuto la fortuna di lavorare lì: fu un’esperienza bellissima, senza nessuna discriminazione. Eravamo medici di tutte le nazioni: c’erano i primi medici rhodesiani neri, c’erano medici indiani, filippini, italiani (io e la dr.ssa Pesaresi). Lì veramente abbiamo condiviso tutto e ci siamo aiutati a superare le difficoltà. Era un ospedale che funzionava bene, in taluni casi anche più attrezzato del Fleming: infatti, abbiamo avuto per primi la macchina per la dialisi, cosicché i bianchi dovevano venire da noi.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Questa divisione sanitaria ovviamente era presente in tutto il paese. Forse chi partiva negli anni ’60 per le missioni in Africa non si aspettava un paese, la Rhodesia, di grandi valori e grandi debolezze insieme …</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. La mia prima esperienza di missione in Rhodesia è stata bellissima, presso una missione di sacerdoti italiani, molto impegnati. Vi ho trovato proprio quello che si intende per missione, dove si condivide tutto, come in una famiglia. In un secondo tempo cambiai missione, passando presso i gesuiti: la situazione lì era diversa, a cominciare dalla mentalità (una visione molto inquadrata), senza quella comunicazione e quello scambio che avevo in precedenza nella missione italiana. All’inizio si resta un po’ delusi, poiché si spera di trovare nella missione la vita spirituale e l’aiuto reciproco. Ricordo ad esempio che i bambini erano messi fuori dalla missione perché facevano chiasso. Il mio pensiero era invece di avere i bambini vicini.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">In Zimbabwe nel 1981</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Facciamo un salto in avanti di un decennio: nell’aprile del 1980 finisce la guerra civile, la Rhodesia cambia nome diventando Zimbabwe, poi succede qualcosa anche a lei ...</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Io avevo lasciato la Rhodesia nel 1968, andando in India per un anno. Fu un’esperienza breve e faticosa: mentre in Africa non avevo sentito l’urto tra diverse civiltà e culture, in India mi trovai ad avere come una barriera davanti, persone gentili ma senza sapere chiaramente dove si andava a finire. Poi, pur avendo una laurea in medicina riconosciuta in India, finii a lavorare in un ambulatorio, dove non potevo in pratica fare quasi niente. Il parroco mi raccontava di gente che moriva in casa, invitandomi ad andare a visitarla. Tuttavia altri mi avevano detto che non dovevo assolutamente andare. Il parroco, che era indiano, mi portò con sé ma dopo due visite decidemmo di smettere. In definitiva, non potendo lavorare tornai in Africa, questa volta in Zambia, dove sono rimasta fino all’81. Quando la Rhodesia divenne Zimbabwe, pensai che, dopo tanti anni di guerriglia, avrebbe avuto bisogno di medici nelle zone rurali. Io avevo una certa esperienza, maturata lavorando in posti isolati, occupandomi anche della ristrutturazione di ospedali. In Zimbabwe mi furono offerti grandi ospedali, ma non era ciò che mi interessava; infine l’allora Arcivescovo di Harare mi disse che aveva bisogno di una persona come me per il dispensario della missione di St. Michael’s. Accettai, portandolo in qualche anno, anche grazie a vari finanziamenti della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, della Comunità Europea e di vari gruppi di sostegno, a raggiungere lo status di ospedale. Andai lì con l’idea di costruirlo e poi di andar via perché per me era troppo “cittadino”, a soli 116 km dalla capitale. Poi invece un problema tira l’altro, bisogna risolverlo e alla fine si decide di rimanere. Adesso ovviamente sono troppo vecchia per cambiare luogo.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Negli anni ’80, lo Zimbabwe era un paese messo bene dal punto di vista sanitario?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Un paese molto ricco. Il nuovo governo al momento dell’indipendenza ereditò un paese ricco non solo dal punto di vista agricolo e minerario, ma anche come patrimonio nazionale: ad esempio la banca nazionale aveva notevoli riserve auree. I primi 4-5 anni siamo stati bene perché anche le persone locali che avevano combattuto per l’indipendenza volevano veramente che il paese continuasse su quella strada. Io lavorai anche per espandere nella zona di St. Michael’s i dispensari: fu un’esperienza esaltante, di grandi soddisfazioni per questa gente che non aveva ami avuto né un presidio medico in zona né la figura del medico presso l’ospedale.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Poi la situazione cambiò, con la dirigenza politica diretta verso una sinistra che non sapeva bene cosa fosse la sinistra. Dal 2001 il paese è praticamente in ginocchio. I primi anni dopo l’indipendenza furono molto belli perché tutti lavoravano con entusiasmo; adesso invece c’è rimasto molto poco sia come materie prime che come attrezzature: ora è veramente difficile lavorare! Ad esempio a St. Michael’s io sono l’unica persona bianca che lavora in ospedale. Nella missione ci siamo solo io e mio marito bianchi, gli altri sono tutti locali. Per essi io sono un segno di speranza. E’ una bellissima cosa da una parte, ma dall’altra determina molta sofferenza, poiché essere considerata come la persona che può risolvere i problemi significa avere spesso una fila di persone che viene a chiedere aiuto; si finisce quindi col dire: “Mi spiace ma non posso”. Il problema è soprattutto finanziario. I ragazzi non ce la fanno ad andare a scuola perché le scuole ora costano molto. Quelli che lavorano hanno uno stipendio di 100 dollari americani al mese, l’agricoltura è in crisi, le piogge sono state molto scarse, anche gli animali ormai vengono venduti per mandare a scuola i bambini. C’è molta povertà, c’è molto bisogno. Io ho la grande fortuna di ricevere dal gruppo di Navacchio PI un container ogni 3-4 mesi dove ci sono vestiti e viveri: allora sì che posso aiutare chi ha bisogno! In ogni caso è molto faticoso.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Difficoltà di accettazione?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. In generale non ho avuto difficoltà. La popolazione mi ha accettata come ero, con le mie possibilità e i miei limiti. Considerate che le persone non avevano mai avuto un medico e nella zona di St. Michael’s c’era una forte segregazione: gli africani che non lavoravano nelle città dovevano stare nelle famose riserve africane (cioè all’interno di ampi recinti) e quella era una riserva molto chiusa. Quando andai là, in molti pensarono che l’Arcivescovo ed io fossimo matti, mandando una donna sola in un posto del genere. Agli inizi tutte le autorità del luogo vennero a controllare che io fossi al sicuro. Io non ho mai avuto problemi; anzi recentemente è successa una cosa molto bella: una notte di veglia e di canti di ringraziamento perché sono là con loro da tanti anni. Mia madre che è morta là era considerata la nonna della zona: ebbe una cerimonia funebre che gli africani fanno per i loro morti, con la propiziazione degli antenati, una grande veglia di notte molto bella. Si tratta di una chiara dimostrazione dell’accettazione da parte della comunità. Le difficoltà ci sono e sono grandi: ad esempio ci sono sètte che creano problemi perché rifiutano la medicina occidentale. Non che lottino direttamente contro di noi, ma impediscono alle persone di curarsi da noi. Ultimamente abbiamo avuto la morte di due giovani mamme gravide tenute fino all’ultimo nel loro luogo di culto in preghiera: vedendo poi il deteriorarsi della situazione, le hanno portate da noi in ospedale, ma sono morte prima di arrivare. Una situazione analoga l’abbiamo avuta con un’epidemia di morbillo, che non dovrebbe più accadere essendo molto diffuse le vaccinazioni. Tuttavia, queste sètte rifiutano le vaccinazioni e in certi luoghi le nostre infermiere per andare a vaccinare i bambini sono state accompagnate dalla polizia. In definitiva però, queste difficoltà si riflettono più sulla persona che sull’ospedale.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">La famiglia</span></h2><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Come ha potuto fare scelte di vita così estreme con la famiglia al seguito?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. In realtà sono stata tanti anni da sola. Mia mamma mi ha raggiunta quando è morto mio padre, dopo sessant’anni di vita felice insieme. Mi sono sposata solo 17 anni fa: soltanto sola avrei potuto fare quello che ho fatto. Ad esempio, il posto in cui vivevo in Zambia era lontano da Livingstone, la città più vicina, circa 500 chilometri di pista nella savana: avevamo messo segnali sugli alberi per non perdere la strada. All’inizio, la scelta di una vita missionaria come la mia fu per me di rinuncia alla famiglia. Io avevo colleghi missionari che avevano moglie e bambini piccoli al seguito: finché i piccoli non andavano a scuola sono rimasti, poi sono dovuti ritornare in Italia. Molti anni dopo, la situazione era diversa: mia madre poteva venire in Zimbabwe, mio marito era già in Africa da tempo ed è stato lui che mi ha aiutato a costruire l’ospedale. Ritengo invece la situazione di una famiglia con figli molto diversa: ad essi non credo si possa imporre una vita isolata come quella in una missione, quando cominciano a crescere. Per dare tutto come ho fatto io bisogna essere liberi!</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">L’AIDS</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. In Africa l’AIDS da 25 anni colpisce milioni di persone, in percentuale il 15-25% della popolazione a seconda dei paesi. Nel 2004 il dottor Cenerini arrivò a St. Michael’s, dove c’erano una trentina di persone in terapia antiretrovirale. St. Michael’s era un paradiso, nel senso che era stato prescelto dal Ministero della Sanità zimbabwiano per cominciare un progetto pilota di questa terapia; inoltre c’erano aiuti per questi malati anche da vari gruppi italiani. Lei quindi aveva cominciato a curare questi malati partendo ovviamente dai più vicini, vale a dire i suoi lavoratori, le persone con le quali viveva e lavorava in ospedale. Qual è la situazione nel 2010.</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Nel 2010 abbiamo circa duemila persone in cura e altrettante in lista d’attesa: queste aspettano non perché non abbiamo le cure per tutti, ma in quanto è necessario espletare una procedura preliminare alla terapia, che comprende accertamenti laboratoristici e colloqui con lo psicologo (counselor). Questa seconda fase è molto importante, perché è finalizzata a far capire la gravità della malattia, soprattutto insistendo sul fatto che la cura è a vita. Ora i pazienti possiamo curarli meglio grazie alla Cooperazione Italiana che ci ha fornito di macchinari di laboratorio per esami specifici. Poi il governo tedesco ci ha dato moltissimi viveri. Questi sono fondamentali: quando i malati di AIDS sono in cura hanno molta fame, per cui è necessario anche nutrirli adeguatamente.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Poi c’è un altro fatto importante: noi siamo gli unici ad avere una clinica mobile che una volta al mese va in tutti i dispensari. Nella clinica mobile ci sono lo psicologo, il laboratorista (che preleva il sangue per esami che eseguirà poi in ospedale), l’infermiere come coordinatore. Con questo sistema abbiamo recuperato i pazienti che avevano interrotto la terapia a causa della distanza.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Infatti ci ritroviamo a dover coprire una zona molto vasta, con scarsissimi trasporti, per cui tante volte i malati non possono venire in ospedale. C’era un bambino di 10 anni, molto sveglio, che era in cura e ad un certo punto non è più venuto. Sono andata a cercarlo; trovatolo mi dice: “Ho fame; quando prendo le medicine ha ancora più fame e così ha deciso di non prenderle più”.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Siamo diventati un progetto pilota per tutto il paese per il lavoro che facciamo con l’AIDS. Abbiamo dei risultati buonissimi perché la gente della zona non ha più paura di dire che è malata, ne parla come uno che ha un’altra malattia. Cominciano a venire anche le coppie, il che è molto importante. Tra i malati, ci sono in cura anche dipendenti dell’ospedale.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Come si può far fronte ad un numero così elevato di ammalati?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Abbiamo gli infermieri dell’ospedale che sono ben preparati, poi quelli che si occupano dell’AIDS fanno corsi particolari, con continui aggiornamenti.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Il 2 luglio inaugureremo un nuovo edificio, con ambulatori per lo psicologo, per l’infermiera, per il medico, per il laboratorista.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Abbiamo costruito questi ambienti utilizzando per metà fondi della Cooperazione Italiana e per metà di Casa Grande il Nespolo Onlus di Navacchio PI.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Questi nuovi ambienti ci permetteranno di migliorare molto il modo di curare questi ammalati, avendo più tempo e più personale da dedicare a loro.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Le cure sono gratuite. I farmaci ora provengono dalla fondazione Clinton; la radiologia per la diagnosi di tubercolosi polmonare la paga invece l’ospedale. Quando è possibile i pazienti pagano qualcosa, ma la maggior parte di loro non può pagare e questo non è un motivo per non curarli. [Questo criterio vale anche per tutti gli altri malati].</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">A livello di prevenzione facciamo molta educazione sanitaria. Il problema esiste per i preservativi: essendo una missione cattolica non sono accettati, ma intorno a noi ci sono dispensari statali dove questi vengono distribuiti. Così aggiriamo l’ostacolo.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. In ospedale i malati sono soli o con i parenti?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Se sono molto gravi diamo il permesso ai parenti di restare; in caso contrario non li vogliamo per evitare che l’ospedale diventi un accampamento. I bambini ovviamente hanno la mamma o la nonna sempre in reparto.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Relativamente ai malati di AIDS, ci può dare una percentuale di quanti ricoveri in meno si fanno in un anno grazie alla nuova terapia?</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">B. Abbiamo dimezzato il numero dei ricoverati, anche perché con le cliniche mobili possiamo curarli prima che diventino malati gravi. A questo proposito, al mio ritorno dovrò affrontare il grosso problema dei trasporti: sia l’ambulanza che l’altra macchina dell’ospedale sono fuori uso, quindi non abbiamo al momento alcun mezzo di trasporto, con notevoli problemi per la clinica mobile.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Le altre malattie</span></h2><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Ci può dare anche qualche numero di pazienti con malaria e tubercolosi?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. La malaria da noi non è presente perché siamo su un altopiano; i pochi casi sporadici, sono persone che sono state verso la valle dello Zambesi o del Limpopo.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Relativamente alla tubercolosi, direi che il 60 % dei malati di AIDS hanno o hanno avuto la tubercolosi. Questa malattia sta facendo una strage: a parte gli ospedali missionari, gli ospedali statali fanno molto poco, in quanto se un malato non può pagare, se ne torna a casa a mani vuote.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Abbiamo poi la salmonellosi (nella stagione delle piogge), momenti epidemici di colera, moltissimi pazienti asmatici, malattie polmonari in generale, tantissime malattie della pelle.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Facciamo anche molta ortopedia traumatologica. Siccome per venire in ospedale le persone usano carretti trainati da asini o mucche, succede che spesso ne perdono il controllo e dato che stanno seduti sul bordo, cadono. Essendoci in generale carenza di calcio, più facilmente si hanno fratture.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Poi c’è la parte ostetrica, che curiamo molto. Abbiamo un ostello (matumba in shona) per le mamme che possono avere problemi al momento del parto e che vi alloggiano senza essere ricoverate in ospedale durante le ultime settimane di gravidanza. Vengono istruite, fanno ginnastica per il parto, le selezioniamo se hanno bisogno del taglio cesareo. Anche il nostro ostello è diventato un modello nazionale.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Statistiche sulla natalità?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Adesso le donne hanno meno figli perché non hanno più i mezzi economici di anni fa, ma due-tre bambini li hanno comunque facilmente.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Malattie cardiovascolari e cancro?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Ci sono molta ipertensione e diabete: infatti abbiamo un ambulatorio per diabetici. Gli infarti sono difficili, perché la nostra gente sono persone semplici. Si cominciano a trovare nelle persone che vanno in città, che hanno delle responsabilità ed hanno cambiato stile di vita e alimentazione. Nelle zone rurali l’ipertensione è stata anche oggetto di ricerche. Forse è l’acqua che è molto calcarea e pesante. Ma per il diabete non si sa perché è così tanto.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Ci sono carenze nel tipo di alimentazione ordinaria della popolazione?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>In tempi normali l’alimentazione è abbastanza equilibrata perché mangiano polenta, verdure condite e carne. Ora per niente!</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Avevamo la malnutrizione infantile. Adesso c’è malnutrizione sia nei bambini che negli anziani, perché sono le categoria con meno difese. Come ho già detto, abbiamo ricevuto molti alimenti dalla Germania e molta carne dal Governo italiano: questo aiuto è finito perché si trattava di un progetto di emergenza. Continuiamo invece a ricevere aiuti dalla Germania e così possiamo dare ai pazienti farina, olio, zucchero. Li diamo naturalmente alle categorie che hanno più bisogno, non a tappeto: l’aiuto alimentare è sottoforma di prescrizione medica.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">In tempi normali c’è largo uso di burro di arachidi e di grassi animali. Ora le persone mangiano quello che trovano. Nei primi tempi di crisi, l’ospedale veniva pagato in natura, ricevendo capre, polli, verdure. Ora difficilmente viene portato qualcosa, perché non c’è più niente.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Nell’ospedale statale si pagano le prestazioni. In casi particolari, qualcuno può avere bisogno di una Tac, che inviamo a fare presso l’ospedale statale per 80 USD (quasi uno stipendio mensile, per chi lavora!): se noi non possiamo dargli i soldi per questo esame, la Tac non viene effettuata.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Aiuti per St. Michael’s</span></h2><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Aiuti materiali, di cosa ha bisogno lei in particolare?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Dal punto di vista della nutrizione è importante il latte, particolarmente per i bambini malnutriti e i malati di tubercolosi, tutti significativamente carenti di proteine animali. Normalmente riusciamo a dare ai pazienti la carne due-tre volte la settimana, poiché abbiamo un grande allevamento di polli. In laboratorio, abbiamo bisogno di reagenti: il laboratorio ora può fare sia esami colturali, che tipizzazioni linfocitarie, oltre ad emocromo e biochimica di base; tuttavia i reagenti costano molto e a volte dobbiamo limitarci nel richiedere i tests, perché non ne abbiamo a sufficienza.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Inoltre abbiamo bisogno di alcuni medicinali e materiali vari per la sala operatoria.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Recentemente abbiamo avuto lenzuola e coperte dalla Cooperazione Italiana; tuttavia, questa ha chiuso il suo ufficio ad Harare lo scorso 31 marzo, per cui tra circa sette mesi avremo bisogno nuovamente di queste cose perché si rompono e vengono rubate.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Ovviamente poi c’è bisogno di soldi, del vile denaro perché ad esempio ora le lavatrici sono rotte; mediamente mandiamo avanti l’ospedale con quel poco che possono pagare gli ammalati, che a volte sono 200-300 USD al giorno. Ora il Ministero della Sanità non ci dà niente. È bene che aggiunga anche che sono venuta in Italia per cercare aiuti economici per accomodare l’ospedale. Ci sono soffitti che cadono e porte rotte. Tutti si commuovono quando si parla di medicine e di cibo, ma per le strutture c’è raramente interesse. Ed il nostro è un ospedale modello!</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D.<span>&nbsp; </span>Lei è l’unico medico dell’ospedale?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Al momento ho con me due medici zimbabwiani molto bravi, ma non so quanto resteranno. Anche per questo sono venuta in Italia, per trovare una organizzazione che dia un po’ di soldi in nero a loro, perché con 200 USD al mese non si campa affatto. Sono marito e moglie ed hanno tre bambini. Non vogliono andare via, però vorrebbero trovassi ulteriori aiuti anche per loro. Ci sono le assicurazioni mediche private che pagano molto per tenersi i medici che hanno, creando una notevole concorrenza con i medici che lavorano nelle missioni.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">In Zimbabwe dal 2009 abbiamo il dollaro americano come valuta, senza alcun accordo con gli Stati Uniti, per cui la banca centrale del paese non ha liquidità. A volte si va in banca a prelevare soldi e non ci sono. Inoltre ora non c’è un controllo dei prezzi: ognuno fa i prezzi che vuole!</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Ci sono persone che desidererebbero fare una esperienza in missione: cosa serve?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Prima cosa bisogna sapere l’inglese, altrimenti si rimane molto isolati. In campo medico, pediatrico, per alcune settimane non ci sono problemi. Ci sono nel campo chirurgico, ostetrico. Se succede qualcosa, si va a finire in prigione. E’ già successo che un medico americano, chirurgo di esperienza, ha operato di prostata un vecchietto, che poi è morto. Quel medico andava da anni alla missione per un mese a lavorare, e non si era registrato presso il locale ordine dei medici. C’è voluta tutta la diplomazia americana e delle chiese evangeliche per liberarlo.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Lo Zimbabwe non è un paese che accetta tutti, è un paese difficile. Ad esempio far venire dei muratori a costruire è problematico: questi non sono ben accetti, perché considerati non come volontari, ma persone che vengono a portare via del lavoro. A St. Michael’s riceviamo regolarmente un signore di Brentonico TN, molto bravo a costruire, a lavorare il ferro e in falegnameria. È ben considerato e rispettato. Di recente è venuto un ragazzo della stessa zona, bravo ma non con l’esperienza del precedente: ha avuto vita difficile, perché dicevano che lui più o meno sapeva lavorare come la gente del posto e quindi portava via a loro il posto. Sono molto presuntuosi da questo punto di vista.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Luisa Guidotti</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Pochi giorni fa c’è stata la drammatica morte del vescovo Luigi Padovese in Turchia. Nel 1979 c’è stato un caso analogo in Rhodesia: fu ammazzata la dottoressa Luisa Guidotti, della quale ora c’è il processo di beatificazione in corso presso la Diocesi di Modena.</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. In Rhodesia lei venne per stare con me, per imparare a muoversi nel paese. Durante la guerriglia alcune missioni erano considerate campi recintati, con necessità di permesso per uscirvi. Lei era insieme ad un sacerdote di origine inglese e quando dovevano andare a Salisbury per fare la spesa si alternavano, una volta a testa. Nella zona intorno c’erano i soldati bianchi da una parte e i guerriglieri neri dall’altra. Nei giorni precedenti alla sua morte (questo l’ho saputo direttamente dall’allora vescovo di Harare Chakaipa) era stato ammazzato un soldato bianco, quindi i soldati rhodesiani bianchi erano sul chi va là. Il giorno in cui Luisa fu ammazzata non doveva essere il suo giorno per andare in città, era il giorno del parroco; andò lei perché egli non stava bene. Segnalo tra l’altro che Luisa ci vedeva solo da un occhio, per cui quando guidava non vedeva bene tutta la strada. Sulla via del ritorno Luisa arrivò ad un posto di blocco, nei pressi della svolta per la stradina secondaria che porta alla missione. In questo punto i soldati bianchi (tra l’altro chi ha dato l’ordine di sparare era un italiano) le fecero cenno di fermarsi ma lei non si è fermata: può non aver visto, essendo anche un tipo molto distratto. La pallottola ha bucato la portiera della Land Rover, ha trapassato una borsa di pronto soccorso che aveva al fianco e l’ha colpita alla vena safena della gamba destra. Era una donna di 110 kg. Quando hanno visto che non c’era reazione dalla macchina, i soldati si sono avvicinati ed hanno visto il sangue uscire. Dicono che abbiano cercato di metterle un laccio all’arto colpito, ma lei era molto agitata e con le gambe molto grosse non era affatto facile. E’ arrivata in ospedale (a soli 7 km di distanza) che era già morta. Aveva 37 anni.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Luisa aveva fatto grossi sacrifici: veniva da una famiglia borghese, importante, viveva in un<span>&nbsp; </span>bellissimo palazzo a Modena, era molto ricca e aveva dato via tutto. Faceva fisicamente fatica a lavorare, perché con il caldo di quella zona e 110 kg non è facile. La storia della sua uccisione è un po’ confusa: c’è stato ovviamente il processo. La difesa dice che i soldati non l’avevano riconosciuta, ma lei aveva la macchina con le insegne della Croce Rossa. C’era stato un precedente: lei era stata arrestata perché dicevano che aiutava i guerriglieri. Fu liberata per intervento diretto del governo italiano. Secondo me era segnata: senz’altro i soldati aspettavano l’occasione per farla fuori.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Allo scoppio della guerra, tutti i bianchi residenti nel paese dovevano a forza arruolarsi. L’italiano che aveva dato l’ordine di sparare aveva un negozio di biciclette. Nell’81 il nostro ambasciatore incontrando gli italiani presenti nel paese, sentì dire questa frase da un tizio: “Io sono quello che ha dato l’ordine di sparare alla Guidotti”. L’ambasciatore rimase scioccato; quando lo incontrai mi disse che mai aveva sentito dire parole del genere in una riunione!</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">La dottoressa Guidotti aveva dato veramente tutto per la missione: durante gli anni della guerriglia veramente viveva in povertà perché non c’era nulla da mangiare. Io non ho vissuto la guerriglia, perché ero in Zambia, ma ho imparato tante cose dagli altri.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. La guerriglia fu violenta?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Sì, molto violenta, molto sanguinosa: come tutte le guerriglie, non finiva mai. In un paese pieno di rocce, gli africani erano a casa loro, i bianchi no. Se non si fosse arrivati nell’80 all’accordo, chissà quando sarebbe finita. Io ero là quando ci fu nel 1965 l’U.D.I., la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Rhodesia dalla Corona britannica: lavoravo al confine con la Zambia ed avevo il permesso tacito di attraversare il confine a mio rischio, perché sul lato zambiano dello Zambesi non c’erano medici. Per un certo tempo feci questa spola, insieme alla dottoressa Marilena Pesaresi. Sulla costa sud del fiume, c’era un piccolo ospedale della Diocesi di Milano, ma ormai non c’era più nessuno. Venivano spesso i soldati, mentre io ero indaffarata ad impacchettare perché dovevamo lasciare quel luogo. I soldati erano rhodesiani bianchi e tra di essi c’erano i giovani usciti dal liceo, ragazzi impauriti. Ricordo che una notte in cui pattugliavano il sentiero lungo lo Zambesi e si trovavano in fila indiana, il ragazzo davanti sentendo un rumore dietro di lui, pensò che fosse un leopardo: senza rendersi conto che aveva i suoi amici alle spalle, sparò! Erano veramente ragazzi impauriti. Venivano spesso in ospedale, dicendo: “Vi diamo tutti i soldi che volete, fateci fare una doccia”! </span> </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Nelle campagne c’erano uccisioni, atti di violenza. I giovani erano strumentalizzati, drogati, un po’ di tutto. I ragazzini e le ragazzine di 13-14 anni servivano da portavoce, portando gli ordini da una parte all’altra.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">La condizione femminile</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Ci parli della condizione femminile.</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R. Le donne nel governo zimbabwiano devono essere il 50%. La donna è protetta nelle città; invece nelle campagne è ancora il marito che comanda. In tanti uffici le donne hanno la presidenza, se hanno ovviamente i titoli. Ci sono poi ovviamente donne abusate, maltrattate dal marito, ma in generale la donna ha un ruolo importante.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">La donna che non è mamma non ha valore. Non avere un figlio è sempre colpa della donna. Quando vengono in ospedale coppie che da un anno non riescono ad avere un figlio, noi li mandiamo ad Harare dove sono specializzati per queste cose ed ovviamente deve andare la coppia. Ma i mariti non ci vanno.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">In Zambia se un marito era molto infedele, aspettavano che dormisse poi lo picchiavano, a volte gli tagliavano i testicoli.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Medico missionario</span></h2><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D. Dottoressa, a che età ha deciso di fare il medico missionario?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Ho scelto medicina per fare il missionario. Da un lato c’era sicuramente una scelta spirituale. A 16-17 anni quando i giovani cominciano a crearsi problemi, io trovai la fede. Mi aveva portato gioia, mi aveva cambiata e da lì la spinta per portare questa gioia agli altri. Per cui ho scelto medicina. Ho pensato che in Africa ci fosse più bisogno. Per gli africani, mi riferisco ad un paese con forte discriminazione, avere un europeo che sta con loro, che li aiuta, che non ha paura di andare nelle loro capanne gli dà molta tranquillità e sicurezza.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Si può entrare nelle capanne come medico, dipende dai rapporti instaurati con la comunità. Ovviamente i turisti non sono ben visti. Ad esempio a Masvingo, vicino alla diga Mutirikwi, dove ci sono dei villaggi locali caratteristici, ci sono passata con mia sorella, volendo fermarci per fare qualche foto; una donna ci ha assalite, dicendo che volevamo fare soldi alle loro spalle.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Tuttavia, se sei in una comunità e sei accettato non ci sono problemi.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">Mariele Children Home</span></h2> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyTextIndent"> <em><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">D. Qualche notizia ora sull’orfanotrofio.</span></em>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Avevamo vari orfani in ospedale: ci portavano bambini malatissimi, abbandonati, nessuno veniva a riprenderli e ad un certo punto mi sono trovata con una stanza dell’ospedale con 7-8 bambini orfani. Il che era un problema notevole da tutti i punti di vista. Contemporaneamente fu pubblicizzata tramite internet la notizia che in Zimbabwe c’erano due ospedali in difficoltà (St. Michael’s e Luisa Guidotti a Mutoko), entrambi con orfani. Credo sia stato il dottor Carlo Spagnolli a diffondere la notizia. Così ci siamo visti arrivare soldi, tramite lo Zecchino d’oro del 2001, per costruire l’orfanotrofio. Appena aperto, nel 2003, sono arrivati bambini di tutte le età. Ora ne abbiamo 34, più quelli grandi che sono altrove a studiare. L’età varia tra i sei mesi di due bimbi e una ragazza di 20 anni, buttata fuori di casa e che non sapevamo dove mandare. Non ha mai studiato; rimandarla indietro significava metterla a rischio di essere violentata. Così sta in orfanotrofio, impara a leggere e scrivere, a fare i lavori di casa. I bambini vanno tutti a scuola. Il problema degli orfani è la qualifica per poterli poi inserire nella vita lavorativa da adulti.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Più o meno la metà dei ragazzi che abbiamo non sono mai andati a scuola da piccoli, quindi hanno grosse lacune e sono indietro nel calendario scolastico. In Zimbabwe, per essere assunti anche solo per pulire i pavimenti in ospedale, è necessario avere terminato almeno 11 anni di scuola, ottenendo in almeno cinque materie voti alti.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Spesso i nostri ragazzi non riescono a superare gli esami, non per poca voglia di studiare, ma per la mancanza di buone basi. Ci sono scuole professionali di agenzie internazionali e ONG che prendono i ragazzi e li qualificano come meccanici, offrendo alle ragazze corsi di per taglio e cucito. Li prendono facendo una selezione attitudinale, rilasciando al termine diplomi riconosciuti. Il problema è che queste scuole sono private e costosissime. Abbiamo un ragazzo che fa la scuola di agricoltura, ad un costo di 600 USD a quadrimestre: è un patrimonio (sono circa sei stipendi di una persona che lavora)! Altri ragazzi pagano un po’ meno, ma sono sempre 250-300 USD a quadrimestre: così mi ritrovo ogni tre mesi a dover piangere per i soldi. L’anno prossimo cederò l’orfanotrofio alle suore Maestre Pie dell’Addolorata di Coriano RN (le stesse sono presenti anche a Bologna, in via Sabotino). Da tempo sono in Zimbabwe, a Chegutu, dove hanno costruito una bellissima scuola elementare. Dato che la cura degli orfani è propria del loro carisma, io ormai sono vecchia e molto preoccupata per l’avvenire dell’orfanotrofio, le ho fortemente coinvolte ed esse hanno deciso di prenderlo in gestione.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Poi abbiamo un altro progetto: abbiamo bambini cerebrolesi, con esiti di poliomelite, con malformazioni congenite ed abbiamo un centro di riabilitazione con due fisioterapisti molto bravi. All’inizio i bambini li teniamo in ospedale per fare le opportune ricerche ed insegnare gli esercizi di riabilitazione. Poi le mamme una volta al mese portano in ambulatorio i bambini per controlli. Per mantenere questi bambini abbiamo attivato un progetto con un gruppo di 20 famiglie: il progetto consiste nel affidare a loro dei conigli, che devono allevare, rendendocene indietro una coppia; in questo modo potremo allargare il progetto ad altri.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Seguiamo inoltre altri orfani a domicilio, che vivono con la nonna o con la zia: sono un centinaio circa. Siamo nella situazione in cui queste sono adozioni di fatto, in cui le nonne alla morte di AIDS delle loro figlie ne prendono in cura i figli. Dal punto di vista legislativo, lo Zimbabwe non fa uscire i suoi figli dalla patria. Anche le adozioni all’interno del paese sono difficili: uno straniero deve risiedere e lavorare almeno cinque anni nel paese, così da poter espatriare con un orfano in futuro nel caso non abbia avuto problemi con la giustizia.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Gli shona sono legati alla presenza degli antenati: ad esempio, se adottano un orfano e questo poi si ammala, hanno paura che l’antenato di questo bambino si vendichi sulla famiglia. Quindi in pratica le adozioni sono rarissime. Qualcuno comincia in città, dove ci sono idee moderne, ma c’è molta paura: tutti credono agli antenati e questo fatto condiziona la vita fin quasi al rovinarsela. Conosco un gesuita ed una suora che ricevendo soldi dalla Germania, riescono a trovare famiglia ad un orfano, ma si tratta di situazioni temporanee e a pagamento.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Nel passato non esistevano né orfanotrofi né case per anziani, perché la famiglia africana è tradizionalmente estesa: quindi ognuno doveva guardare ai suoi orfani ed ai suoi anziani. Adesso la situazione è cambiata perché le condizioni economiche sono molto scadenti. Quelli che guadagnano un po’ e stanno in città hanno il problema della casa perché gli affitti costano molto, hanno casette piccole e non possono prendere altri parenti. Le nonne nelle zone rurali prendono i bambini, ma non ce la fanno perché sono vecchie, non riescono a dar da mangiare in modo adeguato, a seguirli bene: questi bambini cresciuti dalle nonne, quindi sono sì nella cultura tradizionale, ma sono spesso malnutriti.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">In Zambia il governo aveva addirittura fatto chiudere gli orfanotrofi, sostenendo essere contro la tradizione che ognuno si guardi i suoi orfani. </span> </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Succede anche che quando questi bambini sono piccoli nessun parente si fa vedere, poi quando sono cresciuti allora arriva lo zia, la nonna perché pensano di guadagnarci qualcosa.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman">La vocazione</span></h2><em><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">D.<span>&nbsp; </span>Perché lei continua a restare lì, in Africa?</span></span></span></em>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">R.<span>&nbsp; </span>Quella è casa mia, è la gente che ho scelto: sono felice di stare in mezzo a loro. Non vedrei un’altra soluzione, ho scelto l’Africa ed in Africa rimango, nonostante i problemi. Quando ho detto al vescovo che sarei rimasta in missione anche dopo il pensionamento, mi ha risposto positivamente con una lettera, assicurandomi anche che aveva riservato un posto per me presso il cimitero dei gesuiti ad Harare.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000">&nbsp;</span></span></span>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Grazie a Stefano Cenerini e a voi tutti per il tempo che mi avete donato perché, indipendentemente dagli aiuti economici, avere persone che condividono la mia missione e mi seguono è molto importante dal punto di vista morale e psichico. In fin dei conti anche se uno è felice dove è, ci sono momenti di grandi preoccupazioni, come accade a tutti. A parte la vita spirituale, sapere che ci sono vari gruppi di sostegno in Italia aiuta molto, perché non dobbiamo dimenticare che siamo tutti esseri umani.</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Ne approfitto infine per chiedere due cose:</span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 12pt">-</span><span style="font-family: 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="font-size: 12pt">cerchiamo la donazione di una casetta prefabbricata in legno (2 camere, cucina, bagno);</span></span></span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 12pt">-</span><span style="font-family: 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="font-size: 12pt">ci sono molte riparazioni da fare in ospedale, con un preventivo di circa 45.000 euro. Ho diviso questa cifra in base a ciascuna voce (impianto elettrico, imbiancatura, lavanderia, ecc.), in modo da facilitare i diversi gruppi nel reperimento fondi specificatamente per la voce scelta.</span></span></span>  </p> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">Grazie ancora.</span>  </p> <span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></span>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right" class="MsoNormal" align="right"> <span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Times New Roman">a cura di Maria Diotallevi</span>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/107.html</link>
      <pubDate>Thu, 17 Jun 2010 23:44:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/107.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>La penuria di medici in Africa</title>
      <description><![CDATA[<p> Per riflettere insieme, vi segnaliamo questa notizia tratta dal giornale radio della Radio Vaticana di ieri.<br /> <br /> <strong><span style="font-size: 10pt">Dieci tra i più poveri Paesi africani alla ricerca di personale medico</span></strong>  </p> <div align="justify"> <br /> <p> Uno degli obiettivi del Millennio promosso dalle Nazioni Unite per lo Sviluppo riguarda l’aspetto sanitario. Tra i maggiori impedimenti per il suo raggiungimento vi è la carenza di personale medico in dieci paesi del continente africano. Da un elenco recentemente stilato emergono i primi 10 paesi africani gravemente afflitti da questo problema. Il Ciad, che ha meno di un dottore ogni 20 mila persone e solo quattro letti ospedalieri ogni 10 mila, è uno dei Paesi con la peggiore assistenza sanitaria nel mondo. Il paese necessita del 300% di operatori sanitari in più. In Burundi, dove la malaria è responsabile del 40% delle consulenze mediche e del 47% delle morti, c’è solo un medico ogni 34.744 persone e due infermiere ogni 10 mila. Il governo offre assistenza materna e infantile gratuita, e cure mediche ai sieropositivi, ma nel paese manca personale qualificato. In Etiopia, uno dei Paesi africani più popolosi, c’è meno di un medico ogni 36.407 persone. In Tanzania, il Ministero della Sanità riferisce che nel 2007 il Paese aveva 1.339 dottori, principalmente nella regione di Dar es Salaam, con un medico ogni 10mila persone. In molte regioni la media è inferiore a 0.1 medici per 10mila persone. Ad aggravare la situazione della Somalia, colpita dalla guerra civile per circa due decenni, contribuiscono le pessime condizioni delle reti stradali e il numero limitato di strutture sanitarie. Da uno studio del 2009 fatto su tre distretti del centro sud del Paese sono stati riscontrati solo 11 dottori per una popolazione di circa 600 mila persone, con 161 infermiere e assistenti infermiere e 32 operatori sanitari comunitari. In Liberia ci sono solo 51 medici e così meno della metà di tutte le nascite sono assistite da un professionista sanitario esperto. Il tasso di mortalità materna è molto elevato, con 994 mamme morte ogni 100 mila bimbi nati vivi. La Sierra Leone ha solo 3 medici ogni 100mila persone e fa ricorso a dottori cubani e nigeriani, mentre il Malawi, ha solo due medici ogni 100 mila persone. Il Niger ne ha 288 per 14 milioni di persone e vive una delle peggiori crisi sanitarie mondiali, aggravata dalla grave malnutrizione che colpisce il Paese. Circa il 90% degli operatori sanitari sono nelle città, mentre il 40% opera nella capitale, Niamey. Infine, uno dei Paesi più poveri del mondo, il Mozambico, ha solo 548 medici per una popolazione di oltre 22 milioni di persone. La stima di operatori sanitari previsti sarebbe di almeno 23 medici ogni 10 mila persone, contro l’attuale media di 13, nel Paese inoltre l’instabilità politica ed economica ha portato alla chiusura nel Paese di oltre il 50% dei centri sanitari pubblici. (R.P.)  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/89.html</link>
      <pubDate>Wed, 02 Jun 2010 09:57:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/89.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Ancora sulle elezioni in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Ancora sulle elezioni in Etiopia, anche se i risultati ufficiali non ci sono ancora:<a href="http://www.missionaridafrica.org/news/news_all.htm#t87"><br /> http://www.missionaridafrica.org/news/news_all.htm#t87</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/94.html</link>
      <pubDate>Sat, 29 May 2010 23:28:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/94.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Prime impressioni sulla tornata elettorale in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> Ancora dalla Radio Vaticana.<br /> <br /> <strong><span style="font-size: 10pt">Senza incidenti le elezioni in Etiopia ma l'opposizione denuncia brogli</span></strong>  </p> <br /> <div align="justify"> <p> Elezioni legislative ieri in Etiopia, con 32 milioni di aventi diritto chiamati alle urne per rinnovare sia il Parlamento nazionale sia le nove assemblee regionali. Già terminato lo spoglio delle schede: il risultato finale, tuttavia, verrà comunicato solo a fine giugno, anche se scontata è la rielezione del premier uscente Meles Zenawi. Anche se l'opposizione ha denunciato brogli e intimidazioni, il voto si è svolto in un clima di calma e senza incidenti; spazzati via, dunque, i ricordi delle violenze, seguite al voto del 2005, che causarono circa 200 morti. Ma com’è cambiato il panorama nel Paese in questi 5 anni? Salvatore Sabatino lo ha chiesto a Enrico Casale, della rivista dei Gesuiti “Popoli”:  </p> <p> <br /> R. – Il panorama è cambiato forse in peggio. Il controllo del Governo, in effetti, si è rafforzato moltissimo e le espressioni di dissenso sono state scoraggiate in qualsiasi modo: sia sul fronte del dissenso politico sia su quello delle critiche da parte dei giornalisti. Dalle testimonianze che abbiamo raccolto, i giornalisti etiopi, ma anche stranieri, hanno molte difficoltà a lavorare in Etiopia.  </p> <p> <br /> D. – Restano dubbi anche per quanto riguarda i brogli avanzati dall’opposizione, così come la campagna di intimidazione nei confronti degli elettori dell’opposizione. Questo non rischia di accentuare le divisioni che vive il Paese?  </p> <p> <br /> R. – Certamente. I brogli c’erano stati anche nelle passate elezioni, così come probabilmente ci saranno stati in queste elezioni, anche se – devo essere sincero – lo schieramento di osservatori messo in campo dalla comunità internazionale è abbastanza consistente e quindi si auspica che siano ridotti al minimo.  </p> <p> <br /> D. – Il premier Zenawi ha dichiarato di essere certo della vittoria del suo partito. “La gente – ha detto – premierà i notevoli risultati economici che abbiamo conseguito”. Oggi l’Etiopia che Paese è dal punto di vista sociale ed economico?  </p> <p> <br /> R. – E’ un Paese certamente in crescita in più settori, soprattutto in campo agricolo: penso per esempio al caffè, ma anche al settore florovivaistico. Dal punto di vista politico, le sfide restano sempre le stesse: il confronto durissimo con i “fratelli nemici” dell’Eritrea, il confronto ed il pericolo che vengono dalla Somalia, sempre più in mano ai fondamentalisti islamici; ed anche i problemi interni non mancano: con i ribelli “Oromo”, che continuano la loro attività militare, e l’opposizione dei somali-etiopi dell’Ogaden, e poi anche un malcontento che si sta diffondendo tra l’etnia “Amara”, che è la popolazione che ha governato l’Etiopia per secoli.  </p> <p> <br /> D. – In caso di vittoria di Zenawi - risultato quasi scontato - come possiamo immaginare il futuro dell’Etiopia?  </p> <p> <br /> R. – Proseguirà sul solco già tracciato in questi ultimi anni: rimarrà uno dei bastioni più fedeli della politica americana nel Corno d’Africa e direi nell’Africa orientale, e quindi uno dei pilastri fondamentali su cui si giocherà il contenimento del fondamentalismo islamico in Africa.  </p> <br /> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/91.html</link>
      <pubDate>Tue, 25 May 2010 10:26:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/91.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornamenti sulle mucche in comodato d'uso in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> Ieri&nbsp;è arrivato questo resoconto&nbsp;sulle mucche in comodato del 2010.  </p> <div align="right"> <br /> <br /> Saula, venerdì 30 aprile 2010  </div> <p> <br /> In missione con noi<br /> Bologna, Italia  </p> <br /> <div align="justify"> <p> gent. membri di In missione con noi Onlus,  </p> <p> <br /> lo scopo di questa lettera è di darvi la relazione sul denaro che mi è stato dato attraverso il dottor Stefano Cenerini il 6 febbraio 2010 a Soddo, per acquistare delle mucche per i poveri.<br /> Le seguenti informazioni vi danno i dettagli del modo in cui i soldi sono stati usati.<br /> <br /> -&nbsp;Ho ricevuto:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 9.000,00 Ethiopian birr,<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.500,00 euro.<br /> In quei giorni il tasso di cambio in banca era di 18,10 birr per 1 € (quindi 27.150,00 birr per 1.500 €); in totale 36.150,00 birr.  </p> <p> <br /> -&nbsp;Spese:<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 18 mucche, per un totale di 32.100,00 birr (per le schede e le foto di ciascuna, vedi gli allegati).<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Altre spese, 2.950,00 birr:<br /> .&nbsp;350, una capra;<br /> .&nbsp;1.500 gasolio per trasporti;<br /> .&nbsp;600 per diem per i lavoratori;<br /> .&nbsp;400 manutenzione computer;<br /> .&nbsp;100 stampa fotografie e CD.<br /> <br /> -&nbsp;Resto: 1.100,00 birr.  </p> <p> Attendendo ulteriori comunicazioni da voi, vi invio i miei saluti assieme alla gratitudine dei poveri che hanno ricevuto la mucca.  </p> <br /> </div> <p> Grazie.<br /> Il Signore vi benedica.  </p> <br /> <p> abba Labena Ghitore<br /> responsabile per l’area di Soddo del Progetto  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/92.html</link>
      <pubDate>Mon, 24 May 2010 11:08:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/92.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le elezioni in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Analisi politica delle elezioni in corso di svolgimento&nbsp;oggi, da parte di padre Giulio Albanese.<br /> <br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2010/05/22/elezioni-domani-in-etiopia-zenawi-ci-riprova/">http://blog.vita.it/africana/2010/05/22/elezioni-domani-in-etiopia-zenawi-ci-riprova/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/93.html</link>
      <pubDate>Sun, 23 May 2010 12:39:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/93.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le imminenti elezioni politiche in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> Dalla Radio Vaticana di ieri, sulle elezioni in Etiopia.<br /> <br /> <span style="font-size: 10pt"><strong>Elezioni in Etiopia: appello dell’arcivescovo di Addis Abeba </strong></span> </p> <br /> <div align="justify"> Risolvere le divergenze con il dialogo, evitare il ricorso alla violenza, non ripetere gli errori del passato, partecipare al voto, garantire un processo elettorale corretto e pacifico. Sono le cinque raccomandazioni proposte dai vescovi etiopici in un messaggio per le elezioni parlamentari di questa domenica. Il testo, firmato dal Presidente della Conferenza episcopale locale, mons. Abune Berhaneyesus, arcivescovo metropolita di Addis Abeba, sottolinea l’importanza del dialogo per risolvere i conflitti senza ricorrere alla violenza che tanto ha segnato il Paese nel suo recente passato: “Noi che abbiamo vissuto la realtà di tante guerre distruttive costate molte vite umane – affermano i presuli - non vogliamo vedere il ripetersi di questi eventi nella storia dei nostri bambini. Occorre un approccio civile e maturo”. Il messaggio richiama quindi al dovere del voto: “Votare è un diritto legittimo di cittadinanza e una responsabilità. Esercitare questo diritto è il primo passo per partecipare al progresso di questo Paese”. Ma non basta: occorre predisporre gli strumenti per risolvere in modo pacifico e civile eventuali contenziosi post-elettorali: “Le esperienze passate ci ricordano che in molti Paesi la fase più critica è quella dopo le elezioni. Non si può escludere che anche l’esito di questa tornata elettorale sarà contestato, ma siamo fermamente convinti che sia possibile superare le divergenze con un dialogo pacifico”. Di qui l’accorato appello a tutti i cittadini e ai partiti in lizza a fare ciascuno la propria parte e a tutti i cristiani del Paese a pregare per il buon esito delle elezioni. Il governo del premier Meles Zenawi ha annunciato che i risultati del voto di domenica saranno ufficializzati il prossimo 20 giugno. (L.Z.)  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/90.html</link>
      <pubDate>Sat, 22 May 2010 10:22:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/90.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il 5 per 1000 è importantissimo!</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> Ricordatevi per favore anche quest'anno di In missione con noi, firmando nell'apposito riquadro della dichiarazione dei redditi per il 5 per 1000.<br /> 3.695,44 euro ricevuti per il 2007; 6.451,28 euro assegnati per il 2008.<br /> Il vostro sostegno ha dato grandi frutti in passato: continuiamo tutti insieme a diffondere il messaggio di quanto è utile il 5 per 1000 per In missione con noi!<br /> Nell'apposita sezione del sito abbiamo anche inserito uno schema esemplificiativo di cosa riusciamo a fare anche con piccole quote di 5 per 1000.<br /> Grazie.  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/87.html</link>
      <pubDate>Tue, 04 May 2010 06:35:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/87.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Lo sport occasione di riscatto</title>
      <description><![CDATA[Vi segnaliamo questo bell'articolo, per apprezzare anche lati poco noti dell'Africa.<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2010/05/01/africa-lo-sport-e-unoccasione-di-riscatto-per-il-continente/">http://blog.vita.it/africana/2010/05/01/africa-lo-sport-e-unoccasione-di-riscatto-per-il-continente/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/86.html</link>
      <pubDate>Sun, 02 May 2010 09:32:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/86.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Apertura del nuovo Centro Raccolta</title>
      <description><![CDATA[<p> Ieri, con l'arrivo di due&nbsp;carichi di vestiario e oggetti per il mercatino, abbiamo ufficialmente aperto il nuovo Centro Raccolta, in via Fulton a San Giovanni in Persiceto.  </p> <p> Vi invitiamo quindi ad approffitarne: contattateci in qualunque momento per scaricare direttamente lì quanto è così prezioso per noi!  </p> <p> Per informazioni: <a href="mailto:centroraccolta@inmissioneconnoi.org">centroraccolta@inmissioneconnoi.org</a>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/88.html</link>
      <pubDate>Tue, 27 Apr 2010 10:10:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/88.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista al vescovo Scholz in Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Riportiamo questo articolo dal Radiogiornale della Radio Vaticana di ieri, per inquadrare meglio l'attuale situazione del paese.<br /> <p class="titolettoNot"> <a href="http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2010/aprile/10_04_14.htm">http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2010/aprile/10_04_14.htm</a><br /> <br /> <span style="font-size: 10pt">Zimbabwe: la Chiesa voce di speranza tra difficoltà e sofferenze </span> </p> <div align="justify"> <p class="corpoNot"> In Zimbabwe il tasso di disoccupazione è stimato intorno all'80% e gran parte della popolazione ha perso la speranza in un cambiamento. E’ quanto ha detto il vescovo di Chinhoyi, mons. Dieter Bernd Scholz, in un'intervista rilasciata al programma televisivo “Where God Weeps” prodotto da Catholic Radio and Television Network (Crin), in collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre. “Zimbabwe nella lingua locale significa “casa di pietra”. “Oggi questa casa sta crollando”. Nell'ultimo decennio, molti abitanti del Paese africano – ha aggiunto il presule – “avevano sperato che finissero le loro sofferenze, la fame, la disoccupazione, la povertà, le malattie per le quali non possono più ricevere delle cure negli ospedali”. “Vi sono stati numerosi tentativi di porre rimedio alla situazione, ma tutti hanno fallito per un motivo o per un altro”. Secondo mons. Dieter Bernd Scholz durante la crisi, tra le elezioni generali della fine di marzo del 2008 e le elezioni presidenziali a doppio turno della fine di giugno, vi è stato il tentativo di eliminare fisicamente l'opposizione da parte del partito di governo, il Movimento per il cambiamento democratico: “ Sono stati messi in atto - ha ricordato - pestaggi, torture e uccisioni”. Nel mese di maggio a Banket, a meno di 20 chilometri da Chinhoyi, “un giovane è stato sequestrato e ucciso”. Questo ha provocato “un grandissimo senso di rabbia, di tristezza e di disperazione in tutta la diocesi”. Si tratta solo di un caso. Molti preti – ha detto il presule - sono inoltre stati aggrediti “per presunte simpatie con l'opposizione”. Nonostante questa drammatica situazione, lo Zimbabwe – secondo mons. Dieter Bernd Scholz - avrà un grande futuro. “Al tempo dell'indipendenza gli abitanti dello Zimbabwe — ha ricordato il presule — potevano vantare il miglior grado di istruzione tra gli africani sub sahariani”. E non c'è dubbio che “il lavoro dei missionari sia stato determinante”. Parlando del ruolo della Chiesa e dei pastori nelle tormentate vicende del Paese il vescovo di Chinhoyi ha sottolineato infine che, mentre tutte le strutture sembrano crollarle intorno, “la Chiesa rimane una delle ultime voci”. Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose “danno voce a chi non ce l'ha”. Lo Zimbabwe — ha concluso il presule le cui parole sono state riprese dall'Osservatore Romano — può rinascere. È un miracolo invocato dalla gente, una speranza che può avverarsi”. (A.L.)  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/85.html</link>
      <pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:13:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/85.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il grande progetto idroelettrico di Gilgel Gibe 3 in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> Interessante articolo pubblicato due giorni fa da L'Occidentale sui lavori di costruzione della più grande centrale idroelettrica del paese, a pochi chilometri di distanza da dove noi portiamo avanti da anni i nostri piccoli progetti: <br /> <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/falsi+allarmi+e+dati+concreti+sulla+pi%C3%B9+grande+diga+etiope%2C+la+gibe+iii.0088648">http://www.loccidentale.it/articolo/falsi+allarmi+e+dati+concreti+sulla+pi%C3%B9+grande+diga+etiope%2C+la+gibe+iii.0088648</a> <br /> <br /> Per approfondire, consigliamo di leggere anche i seguenti testi in italiano, con i punti di vista degli oppositori&nbsp;(Campagna per la Riforma della Banca Mondiale) e dei sostenitori (Salini Costruttori) di Gilgel Gibe 3:<br /> <a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=browse&mode=page&cntid=1213">http://www.crbm.org/modules.php?name=browse&mode=page&cntid=1213</a><br /> <a href="http://www.salini.it/index.php/italian/content/show_news/31">http://www.salini.it/index.php/italian/content/show_news/31</a>  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/84.html</link>
      <pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:21:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/84.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Assegnato il 5 per mille del 2008</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> <p> E' stato pubblicato ieri sul sito dell'Agenzia delle Entrate la distribuzione delle scelte e degli importi per le Onlus, relativamente al 5 per mille del 2008.<br /> Con grande soddisfazione segnaliamo che da 61 preferenze del 2007 siamo passati a 118, per un importo complessivo pari a 6.451,28 euro! Grazie.<br /> <br /> <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/eb471046cd2a7df/Volontariato_Ammessi%20_per_Denominazione.pdf">http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/eb471046cd2a7df/Volontariato_Ammessi%20_per_Denominazione.pdf</a>  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/82.html</link>
      <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 20:02:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/82.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Viveri, vestiario e attrezzature mediche in partenza per lo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> <p> Grande mobilitazione a San Giovanni in Persiceto BO presso il Centro Raccolta lo scorso 18 gennaio. Ben quattordici persone si sono ritrovate per caricare i 327 colli in partenza per lo Zimbabwe, tramite un container predisposto da Casa Grande il Nespolo Onlus di Pisa.<br /> Questi aiuti giungeranno verso giugno-luglio a St. Michael’s Hospital (Ngezi-Mhondoro), diretto da tanti anni dalla dottoressa Maria Grazia Buggiani. Si tratta di rifornimenti di materiali consumabili per la sala operatoria, nonché di attrezzature varie per la cucina che viene così in parte rinnovata. La ditta Cermedical di Calderara di Reno BO, nella persona del direttore Maurizio Rizzi, da anni ospita cortesemente questi materiali nei suoi magazzini, collaborando anche nelle procedure di imballaggio per il viaggio.<br /> Sono anche stati inviati generi di prima necessità, vale dire una ventina di quintali di cibo non deperibile, nonché vestiario in grande quantità, raccolti nei mesi scorsi grazie a piccoli contributi di tante persone: questi sono destinati a Twilight of Hope for the Orphans, piccolo gruppo di donne in autogestione che cerca di aiutare orfani e famiglie in gravi difficoltà economiche nelle periferie di Harare e Masvingo.<br /> È bello qui sottolineare che alcuni hanno fatto grandi elargizioni per questo scopo, ma la maggior parte di ciò che è stato spedito proviene da tante piccole offerte. Diamo importanza a questi piccoli contributi: donato con gioia, anche ciò che non ha grande valore, costituisce tuttavia un importante segno nei confronti di chi è nel bisogno.<br /> Infine, è necessario ringraziare sia il signor Tomei, proprietario del magazzino dove siamo stati fino al mese di febbraio 2010, sia la grandissima disponibilità della famiglia Dalla Rovere, che dal mese di marzo ci ha dato un bel magazzino in comodato d’uso per tenerci le merci in partenza con i prossimi container.  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/79.html</link>
      <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 19:59:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/79.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Per inquadrare meglio la situazione geopolitica in Africa</title>
      <description><![CDATA[Bell'articolo di Giulio Albanese su Vita del 26 febbraio: <a href="http://blog.vita.it/africana/2010/02/26/africa-un-continente-in-chiaroscuro/">http://blog.vita.it/africana/2010/02/26/africa-un-continente-in-chiaroscuro/</a> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/81.html</link>
      <pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:35:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/81.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Densitometrie ossee a San Lazzaro BO</title>
      <description><![CDATA[<div class="ce_text" align="justify"> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Anche quest'anno, grazie alla generosa&nbsp;disponibilità di tanti, organizzeremo&nbsp;un pomeriggio di densitometrie ossee, completamente&nbsp;gratuite!, presso il&nbsp;poliambulatorio privato di&nbsp;</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span style="font-family: Arial">San Lazzaro (BO), il giorno 16 febbraio.</span></span>  </p> </div> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">La densitometria è effettuabile solo su appuntamento: per prenotarsi chiamare il numero 051-94.33.30 (Poliambulatorio Castellano), oppure il 338-99.51.146.</span>  </p> </div> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/78.html</link>
      <pubDate>Sat, 23 Jan 2010 19:53:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/78.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Gli asili di Sala Bolognese per lo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt"> <div align="justify"> <span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt">Dall’inizio di dicembre è stata raccolta presso gli asili di <strong>Padulle</strong> e di <strong>Osteria Nuova</strong> di Sala Bolognese una discreta quantità di materiale da inviare in tempi brevi in Zimbabwe: si tratta di<span>&nbsp; </span>cibo, vestiario e cancelleria.<br /> </span></span></span></span><span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt">Le maestre, che pazientemente hanno spiegato ai bambini la differenza tra il loro tenore di vita e quello dei coetanei zimbabwiani, hanno saputo magnificamente coinvolgere i genitori in questo piccolo ma significativo progetto, che è prima educativo per chi è benestante e poi di concreto aiuto a chi si trova nel bisogno.<br /> </span></span></span></span><span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt">Infine nei giorni 17 e 21 dicembre il tutto è stato ritirato da Massimiliano Palermo e depositato presso il magazzino dell’associazione a san Giovanni in Persiceto.</span></span></span></span>  <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt">Grazie a tutti per la grande disponibilità!</span></span></span></span>  </p> </div> </span></span></span></span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/77.html</link>
      <pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:17:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/77.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Notizie sullo Zimbabwe dal radiogiornale della Radio Vaticana di ieri</title>
      <description><![CDATA[<p> Dalla Radio Vaticana del 17-12-2009<br /> <br /> <strong><span style="font-size: 10pt">Appello Onu a sostegno delle popolazioni dello Zimbabwe</span></strong>  </p> <br /> <div align="justify"> Secondo fonti ufficiali delle Nazioni Unite, la comunità internazionale deve impegnarsi per mantenere e garantire un costante miglioramento della situazione umanitaria in Zimbabwe. Negli ultimi anni questo Paese è stato colpito dalla mancanza dei viveri, dal deterioramento dei servizi sociali e da una forte recessione economica dovuta a lunghi scontri politici. “Bisogna continuare a lavorare insieme per evitare di perdere tutto ciò che è stato raggiunto”, ha riferito Catherine Bragg, assistente del Segretario Generale per gli Affari Umanitari. La Bragg, durante la sua visita in Zimbabwe durata tre giorni, ha sottolineato l’importanza del ruolo del Governo per i traguardi raggiunti fin’ora, esortando le autorità ad accelerare l’erogazione di permessi di lavoro per le Ong. Ha lanciato anche un appello per raggiungere un totale di 378 milioni di dollari entro il 2010 per aiutare i Paesi dell’Africa Meridionale. “La comunità internazionale è stata generosa con il popolo dello Zimbabwe nel 2009, offrendo 642 milioni di dollari per aiuti umanitari. Spero che si possa continuare con lo stesso spirito nel 2010”. L’ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), ha aggiunto la Bragg, continuerà a collaborare con i governi locali per coordinare gli aiuti a livello nazionale ed internazionale. Tra i progetti umanitari sostenuti dall’ONU sono previsti, un ospedale regionale con scorte di medicinali in caso di pandemia da colera, un programma di addestramento per assistenti ospedalieri ed una fattoria comunale destinata a diventare luogo di dimostrazione per i coltivatori che vogliano condividere pratiche di “buon’agricoltura”. (C.P.)  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/75.html</link>
      <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 22:28:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/75.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista al vescovo di Addis Abeba BerhaneYesus Demerew Souraphiel</title>
      <description><![CDATA[<p> Intervista della Radio Vaticana al vescovo di Addis Abeba: "<strong>La comunità internazionale aiuti l'Etiopia a sconfiggere la povertà</strong>".  </p> <br /> <div align="justify"> Si è concluso lunedì scorso ad Addis Abeba, in Etiopia, il terzo Congresso Internazionale di Dermatologia dedicato alle malattie tropicali, ai popoli e alle persone dimenticate, promosso dall’INMP-Ospedale San Gallicano di Roma, l’Istituto Nazionale per la salute dei Migranti e la lotta alle malattie della povertà, diretto dal prof. Aldo Morrone in collaborazione con il Ministero degli Interni italiano. Durante il Simposio si è parlato anche della situazione della povertà in Etiopia e delle speranze rilanciate dal recente Sinodo dei Vescovi per l’Africa.<br /> Di tutto questo Luca Collodi ha parlato con mons. BerhaneYesus Demerew Souraphiel, arcivescovo cattolico di Addis Abeba e presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea.  </div> <p> <br /> R. – Il Sinodo a Roma è finito, ma possiamo dire che è iniziato in Africa. I temi del Sinodo erano, infatti, riconciliazione, giustizia e pace. La riconciliazione, qui in Africa, è necessaria, come anche la giustizia e la pace. Ma secondo noi, quello che può portare riconciliazione, giustizia e pace è il Signore Gesù Cristo: da Lui noi possiamo ricevere la verità. Quando siamo tornati qui, abbiamo chiesto ai fedeli di chiedere al Signore di aumentare la loro fede, la loro speranza e la loro carità. Ma soprattutto la speranza: qui, in Africa, non c’è solo la povertà materiale ma anche la sofferenza, perché qui ci sono tante persone ferite dai conflitti …<br /> &nbsp;<br /> D. – Basta solo la speranza per vincere questa grande malattia della povertà, dell’abbandono dell’uomo?<br /> &nbsp;<br /> R. – Secondo me, non basta soltanto la speranza: ci vuole anche la carità. Noi, come Chiesa cattolica, in questo Paese in cui gli ortodossi sono la maggioranza, cerchiamo – come ha detto il Sinodo – di essere sale e luce, con le nostre opere sociali e caritative: la casa delle Suore di Madre Teresa, per esempio. Tutti i poveri vanno lì: lì almeno trovano cibo e medicinali. E quando muoiono, sono sepolti secondo la loro religione. Muoiono con dignità, non sulla strada. Ma, secondo me, solo con la carità non possiamo risolvere questa situazione di povertà. La gioventù vuole fuggire da questa situazione attraversando Sudan, Libia, il Mar Mediterraneo … L’altro problema è la tratta di cui molti sono vittima, specialmente le nostre donne, che vanno in Medio Oriente. In alcuni luoghi sono costrette a vestire come donne musulmane, inoltre cambiando i nomi cristiani in nomi musulmani. La povertà sta spingendo il popolo a lasciare le sue radici cristiane: l’Etiopia, infatti, è un Paese cristiano, come cultura e come tutto … C’è anche una buona convivenza con i musulmani! Ciò che chiediamo è un vero aiuto internazionale!<br /> &nbsp;<br /> D. – La povertà qui, in Etiopia, è anche la malattia: la lebbra e l’Aids. A che punto siamo per debellare queste malattie?<br /> &nbsp;<br /> R. – La povertà e le malattie sono legate. In Etiopia, al primo posto c’è la Tbc, poi c’è la malaria e poi l’Aids. Il nostro governo sta facendo molto per combattere l’Aids, insieme alla Chiesa cattolica e a quella ortodossa.<br /> &nbsp;<br /> D. – Perché tanti giovani hanno l’Aids qui, in Etiopia?<br /> &nbsp;<br /> R. – Perché anche questo è legato alla povertà. I poveri, prima di tutto, cercano in primo luogo le cose indispensabili: cibo e casa. Non pensano molto al resto. Spesso scoprono in un secondo momento di avere questa malattia. Per cambiare questa situazione, è necessario lottare contro le varie cause della povertà.  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/73.html</link>
      <pubDate>Wed, 02 Dec 2009 21:55:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/73.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il Centro Raccolta finalmente!</title>
      <description><![CDATA[<p> <span style="font-size: 10pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 14pt"><span style="font-size: 12pt"><strong><em>Il Centro Raccolta finalmente!<br /> </em></strong></span></span></span></span></span><span style="font-size: 10pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><br /> <span style="font-size: 8pt"> <div align="justify"> <span style="font-size: 10pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 8pt">Recentemente, grazie alla magnanimità di un imprenditore persicetano, abbiamo aperto un magazzino a San Giovanni in Persiceto (BO) in via Magellano, con lo scopo di conservarvi quanto ci viene donato. </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: #000000"><span style="font-size: 8pt">Quindi fin d’ora raccogliamo:<br /> </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Symbol"><span style="font-family: 'Times New Roman'"><span style="font-size: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman"><strong><u><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">Vestiario</span></span></u></strong><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt"> (solo in buono stato!), destinato al progetto sociale di sostegno agli orfani in Zimbabwe; lo faremo partire due volte l’anno con i containers di Casa Grande il Nespolo Onlus (associazione pisana che lavora da tempo per St. Michael’s); una piccola quantità invece è diretta in Etiopia con le valigie al seguito dei viaggi di supervisione;<br /> </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Symbol"><span style="font-family: 'Times New Roman'"><span style="font-size: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman"><strong><u><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">Materiale sanitario</span></span></u></strong><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt"> (farmaci esclusi!), anch’esso diretto a St. Michael’s, compresi eventuali macchinari in buono stato;<br /> </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Symbol"><span style="font-family: 'Times New Roman'"><span style="font-size: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman"><strong><u><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">Libri in inglese</span></span></u></strong><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">, da mandare alla biblioteca della scuola superiore di St. Michael’s, gravemente carente in questi ultimi anni;<br /> </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: 10pt; font-family: Symbol"><span style="font-family: 'Times New Roman'"><span style="font-size: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman"><strong><u><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">Oggetti per il mercatino</span></span></u></strong><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 8pt">: tutto ciò che pensate sia vendibile, anche per pochi centesimi, fa al caso nostro! Andrà in vendita nei nostri abituali mercatini.<br /> </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman"><br /> <span style="font-size: 8pt">Per organizzare al meglio il lavoro di selezione e stoccaggio, è opportuno prendere contatti per tempo con il responsabile: </span></span><a href="mailto:centroraccolta@inmissioneconnoi.org"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 8pt">centroraccolta@inmissioneconnoi.org</span></span></a></span>  </div> </span></span></span></span> </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/74.html</link>
      <pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:19:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/74.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il R. F. Kennedy Human Rights Award 2009 a Magodonga Mahlangu</title>
      <description><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"> Grande notizia per la tutela dei diritti umani in Zimbabwe: il premio <strong>Robert Kennedy per i diritti umani 2009</strong>&nbsp;è stato assegnato ad una impavida donna zimbabwiana, <strong><em><span style="font-size: 10pt">Magodonga Mahlangu,</span></em></strong> e al movimento che presiede, <span style="font-size: 10pt"><strong><em>WOZA</em></strong></span> (Women Of Zimbabwe Arise).<br /> La consegna è stata fatta personalmente dal Presidente Obama il 24 novembre.<br /> La signora Mahlangu&nbsp;è da anni in prima linea nella lotta per la pace e i diritti umani in Zimbabwe. Con il suo movimento ha coordinato oltre cento dimostrazioni pubbliche non violente. Nonostante sia stata arrestata più di 30 volte e ripetutamente abbia dovuto affrontare la brutalità della polizia, la signora Mahlangu rimane salda nella sua totale dedizione ad un futuro migliore&nbsp;per gli zimbabwiani.<br /> Per approfondire: <a href="http://www.rfkcenter.org/node/391">http://www.rfkcenter.org/node/391</a><br /> Per il discorso della signora Mahlangu alla Casa Bianca: <a href="http://www.rfkcenter.org/node/410">http://www.rfkcenter.org/node/410</a>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/67.html</link>
      <pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:08:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/67.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Preoccupanti notizie dal Sudafrica</title>
      <description><![CDATA[<p class="titolettoNot"> Riportiamo questa notizia dal radiogiornale della Radio Vaticana di ieri.<br /> <br /> <span style="font-size: 10pt"><strong>Sudafrica: i vescovi temono una nuova ondata di violenza xenofoba<br /> </strong></span> </p> <p class="corpoNot"> “Siamo in contatto con il Ministero dell’Interno e stiamo seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi, per capire con precisione quello che sta succedendo. Quando si avrà un quadro esatto degli eventi potremo esprimere una valutazione” dice all’agenzia Fides padre Chris Townsend, portavoce della Sacbc (la Conferenza episcopale di Sudafrica, Botswana e Swaziland), a proposito della situazione dei circa 2.700 richiedenti asilo di nazionalità zimbabwana che sono stati costretti a rifugiarsi in un “campo di sicurezza” a De Doorns, una località rurale a circa 150 chilometri da Città del Capo. Nei giorni scorsi, gli zimbabwani sono stati oggetto di attacchi xenofobi da parte della popolazione locale, che li accusa di “rubare posti di lavoro” , perché gli zimbabwani sono disposti ad accettare paghe inferiori a quelle dei lavoratori sudafricani, impiegati dalle aziende agricole dell’area. Secondo l’agenzia di stampa promossa dall’ONU, Irin, nella prima mattina di ieri gruppi organizzati hanno attaccato il campo di Stofland, il più grande campo abusivo di De Doorns. Il comandante della locale stazione di polizia, il sovrintendente Van der Westhuizen ha detto a Irin che la situazione era diventata tesa il 13 novembre, quando alcuni cittadini dello Zimbabwe erano stati coinvolti in una violenta discussione. A seguito di tale incidente, circa 68 cittadini dello Zimbabwe hanno abbandonato la zona, temendo una recrudescenza di violenza xenofoba. La polizia, accompagnata da funzionari del governo locale, ha tenuto una riunione informale con i residenti della città la sera del 16 novembre per calmare la situazione. “Ma i residenti hanno minacciato di impedire ai zimbabwani di andare a lavorare il 17 novembre” ha detto van der Westhuizen. La polizia ha dovuto sparare proiettili di gomma per disperdere i residenti, che hanno attaccato alcune baracche nel campo di Stofland, costringendo i cittadini dello Zimbabwe a fuggire. "Fortunatamente, nessuno dei cittadini dello Zimbabwe ha subito danni e tutti hanno potuto trasferirsi con i loro effetti personali” ha detto il sovrintendente di polizia. Il riaccendersi delle tensioni xenofobe è messo in relazione con la recessione economica globale che ha colpito il Sud Africa in modo drammatico. Secondo gli ultimi dati delle autorità sudafricane, il Paese ha perso 484.000 posti di lavoro negli ultimi sei mesi, facendo salire il tasso di disoccupazione al 24,5% nel periodo luglio-settembre 2009, rispetto al 23,2% nello stesso periodo del 2008. (R.P.)  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/68.html</link>
      <pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:46:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/68.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>... ma la gente è stufa!</title>
      <description><![CDATA[Ultimissime notizie dallo Zimbabwe, con il sapiente commento di Giulio Albanese.<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2009/11/10/zimbabwe-ennesimo-accordo-a-maputo-ma-la-gente-e-stufa/">http://blog.vita.it/africana/2009/11/10/zimbabwe-ennesimo-accordo-a-maputo-ma-la-gente-e-stufa/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/60.html</link>
      <pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:34:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/60.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Assegnate le quote del 5 per 1000 del 2007</title>
      <description><![CDATA[A fine ottobre è stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la “<em>Distribuzione delle scelte e degli importi per gli enti del volontariato</em>” del 5 per 1000 per l’anno 2007.<br /> Per noi si tratta del primo anno: abbiamo ricevuto <strong>61 preferenze</strong>, con 3.495,57 euro di fondi assegnati per queste scelte espresse.<br /> C’è poi un’aggiunta, in ragione di 3,28 euro per ogni preferenze ricevuta, pari a 199,87 euro, come quota proporzionale per le scelte generiche.<br /> In totale quindi ci arriveranno <span style="font-size: 10pt"><strong>3695,44 euro</strong></span>!<br /> Si tratta certamente di un buon risultato, che ci sprona a fare molta pubblicità nei tre mesi precedenti la dichiarazione dei redditi per cercare di avere ogni anno qualche scelta in più.  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/69.html</link>
      <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:07:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/69.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Un bellissimo racconto dal Burundi</title>
      <description><![CDATA[<p> Anche se la nostra associazione non ha progetti in Burundi, ci sembra significativo pubblicare questa meravigliosa&nbsp;lettera che ci arriva dall'Associazione sorella di Rovereto, con la quale collaboriamo a distanza in Zimbabwe: <u>Amici del Senatore Giovanni&nbsp;Spagnolli Onlus.<br /> </u><br /> <br /> <strong><span style="font-size: 10pt">Lorraine, una storia che lascia senza parole ... </span></strong> </p> <p> <br /> <em>Ci è arrivata dal Burundi, in Africa, questa lettera ...<br /> E’ di Marie Goreth, di 46 anni, sposata a Sylvestre, di 51 anni, mamma di Lorraine, morta improvvisamente a 20 anni, quest’estate al suo ritorno in Africa.<br /> La fede che la ispira ci può offrire qualche riflessione! </em> </p> <p> ---------------------------------------------------------  </p> <div align="justify"> <p> Con questa mia voglio parlarvi brevemente della vita e poi della morte misteriosa di mia figlia Lorraine, ma soprattutto di ciò che bisogna conservare di lei.<br /> Lorraine era nata il 3 giugno 1989 a Bujumbura nel Burundi, in Africa. Era attesa con entusiasmo come ogni figlio primogenito. Purtroppo a un anno si scoprì che soffriva di una malformazione cardiaca congenita. I medici ci hanno informato che poteva essere curata solo in Europa … Dal 1990 abbiamo cominciato a pregare il buon Dio e a bussare a tutte le porte per trovare qualche benefattore perché noi con le nostre risorse economiche non eravamo in grado di farla curare.<br /> Nel 1993 ne abbiamo trovato uno, proprio vicino a voi, a Legnago; lui ha fatto tutto quello che poteva fare (che Dio benedica la sua famiglia), ma a giugno 1994&nbsp; ci ha annunciato che non poteva più. E’ stato in questo momento che abbiamo incontrato la famiglia del dr. Lorenzo D., che l’ha ospitata dall’agosto 1994 fino al luglio 2009, seguendola all’ospedale durante l’operazione del 1994, facendole frequentare la scuola e tenendola come la figlia minore della sua stessa famiglia.  </p> <p> E vengo ora al viaggio e alla morte di Lorraine nel suo paese natale. E’ incredibile, ma vero. <br /> La visita di Lorraine accompagnata dal suo papà adottivo Lorenzo era molto attesa dalla nostra famiglia. L’accoglienza era stata minuziosamente e calorosamente preparata per giovedì 16 luglio. Alle 18.00 circa 200 persone (parenti, amici, vicini) erano riuniti per accogliere calorosamente i nostri ospiti di riguardo il giorno dopo il loro arrivo dall’Italia. All’appuntamento nella sala delle feste e degli spettacoli della Cattedrale Regina Mundi di Bujumbura erano pronti i gruppi per eseguire canti e danze religiose e tradizionali.<br /> Dopo l’arrivo di Lorraine all’aeroporto di Bujumbura (mercoledì alle 20.30) nessun segno poteva far prevedere questo triste evento. Io l’avevo accolta a casa nostra, lei aveva tranquillamente mangiato, dormito, avevamo passato la giornata insieme a discorrere; lei mi aveva anche mostrato gli esercizi di matematica che voi le avevate dato da fare, per preparare un esame che lei avrebbe avuto prima dell’inizio dell’anno scolastico. Lei era sempre sorridente; quel giorno poi aveva una gioia che io non le avevo mai visto, quando salutava tutti gli invitati, quando voleva conoscere tutte le persone ...<br /> In un modo che ha del misterioso, alle 18.30, quando la festa stava per cominciare, l’abbiamo vista cadere per terra, mentre teneva per mano sua sorella Dylla e una delle sue amiche, mentre era attorniata da altri giovani della nostra famiglia. <br /> Appena è caduta, subito ha esalato l’ultimo respiro ed è salita in cielo.<br /> Questa in breve la vita terrena di Lorraine e la sua scomparsa misteriosa.  </p> <p> ----------------------------------------------------------<br /> E ora, gli insegnamenti che dobbiamo ricavare:  </p> <p> 1) Dio è buono: non ha voluto chiamare a sé Lorraine quand’era in tenera età, mentre noi stavamo ancora cercando dei benefattori, perché voleva che prima Lorraine allargasse il cerchio degli amici. <br /> Grazie a lei noi oggi abbiamo molti amici italiani.  </p> <p> 2) Dio non ha voluto che Lorraine morisse lontano dalla sua famiglia di origine. <br /> Ha concesso che fosse sepolta nella sua terra natale dove non aveva abitato.  </p> <p> 3) Lorraine ha avuto molte persone che le hanno donato affetto, ed è per questo che lei ha vissuto ed è morta in una gioia che straripava dal suo cuore e che si riversava sulle sue labbra. (Lei era sempre sorridente.) <br /> Noi siamo sempre chiamati a dare gioia a coloro che ne hanno bisogno.  </p> <p> 4) Dio ha voluto mostrare che l’Amore non ha frontiere. La famiglia di Lorenzo D. ha amato tanto Lorraine che lei veramente si sentiva come se fosse nella sua famiglia d’origine, o forse anche di più ...<br /> Noi tutti potremmo imitare questa famiglia amando veramente e senza limiti.  </p> <p> 5) Dio ci ha mostrato che i nostri progetti sono molto diversi dai suoi: io non avrei mai pensato che nel mese di luglio ci sarebbe stato un lutto a casa mia; avevo sempre pensato a una grandissima gioia (Lorraine a casa nostra!). <br /> Per evitare sorprese spiacevoli, affidiamo sempre i nostri progetti a Dio ed entriamo sempre nella sua volontà.  </p> <p> 6) Gesù diceva “Siate sempre pronti perché non conoscete né l’ora né il giorno della vostra morte”. La morte di Lorraine ce l’ha confermato, io mi auguro che tutti voi che leggerete questa testimonianza, restiate sempre pronti e vigilanti perché la morte non ci sorprenda nel peccato o lontano dalle vie di Dio.<br /> Vorrei tanto che ci ritrovassimo tutti in cielo, assieme a Lorraine e a Gesù.  </p> <p> Per terminare, conservate sempre un’immagine serena di Lorraine, pregate sempre per lei e per la nostra famiglia e noi pregheremo sempre per voi.  </p> <p> Marie Goreth<br /> Buja, ottobre 2009  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/70.html</link>
      <pubDate>Sun, 01 Nov 2009 14:12:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/70.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista con alcune studentesse a St. Michael's Secondary School</title>
      <description><![CDATA[<div align="justify"> In occasione dell'ultimo viaggio in Zimbabwe, ho voluto dialogare con alcune studentesse delle superiori di St. Michael's. Le ho incontrate in biblioteca, uno dei punti nevralgici del collegio e qui di seguito riporto il testo dell'intervista in originale.<br /> Ci sono certamente vari spunti di riflessione per tutti.<br /> </div> <br /> <span style="font-size: 12pt">&nbsp;</span><span style="font-size: 12pt">  <div align="center"> <span style="font-size: 12pt">Interview with Memory (18), Bridgeter (18), Samantha (17) and Agnes (17),<br /> on 2-10-2009 at St. Michael’s Secondary School library</span>  </div> <p> <br /> <strong>Why are you here?<br /> </strong>Memory, “The library is the core heart of the school. Here we have most of the books, despite some subjects are not updated. Books are very important as reference; through them we get to know other cultures and countries. For all these reasons, I am a volunteer in the library”.  </p> </span> <p> <strong>Many of you dream to go to Australia. Why Australia?<br /> </strong>Agnes, “Here jobs are scarce, while they are plenty over there. Not only: there are very good school opportunities”.  </p> <p> <strong>Can you tell me something about HIV-AIDS?<br /> </strong>Memory, “My focus is on prevention through:<br /> 1. Education (increasing the general level of culture of the people);<br /> 2. Abstinence, which actually works hand in hand with the first.<br /> I see a wide consent in the dormitory on these topics”.  </p> <p> <strong>You told me that, “Some of us are not infected, but we are all affected!”. Can you elaborate?<br /> </strong>We interact on a daily basis with relatives who are infected. Living with them, we try to remove stigma from the person and from the disease. We can help them in the society: supporting them, caring for them, nursing them. In one word, there is still life for them!<br /> On the other hand, I might loose friends in case they know I have an HIV pos. close relative (i.e., parent).<br /> Anyway, in general I see around me some improvements: prevention works, ARTs become more available, presence of awareness campaigns, condoms are free of charge.  </p> <p> <strong>At your age and in the present Zimbabwean cultural environment, how do you see yourself towards maternity?<br /> </strong>We would like to become mothers, like all women, but at the right time.<br /> Above all, because of the HIV pandemic, marriage is nowadays dangerous.  </p> <p> <strong>How do you see yourselves in comparison with your UK peers?<br /> </strong>We actually know of teenagers overseas mostly through television, mainly fiction, which for sure doesn’t give any real picture of the situation.<br /> Anyway, through relatives and friends we get to know that there are huge cultural differences.  </p> <p> <strong>Can you give me one example?<br /> </strong>At 5 PM we must be at home, until we are married! (In case there are no parents in the house, like families where the elder brother is in charge of the house, the rule is somehow loose).  </p> <p> <strong>Anything you want to ask me?<br /> </strong>Please, send us books!<br /> </p> <div align="justify"> <span style="background-color: #ffff00">A questo punto perciò abbiamo già iniziato a raccogliere libri di qualunque argomento in inglese, che spediremo a St. Michael's due volte l'anno. </span> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/58.html</link>
      <pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:36:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/58.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Preoccupanti notizie dall'Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Questo articolo, tratto da Peace Reporter di ieri, ci allerta sul pericolo di una imminente carestia.<br /> <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/18508/Etiopia:+sei+milioni+di+persone+soffrono+la+fame">http://it.peacereporter.net/articolo/18508/Etiopia%3A+sei+milioni+di+persone+soffrono+la+fame</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/61.html</link>
      <pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:48:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/61.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le portatrici di legna in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Bell'articolo sul lavoro femminile.<br /> <a href="http://www.ilreporter.com/reportage/corno-d-africa-le-portatrici-di-legna">http://www.ilreporter.com/reportage/corno-d-africa-le-portatrici-di-legna</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/64.html</link>
      <pubDate>Wed, 14 Oct 2009 22:34:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/64.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sesto Mercatino di beneficenza</title>
      <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt"><span style="color: black"> <div align="justify"> <span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 12pt"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt"><span style="color: black">Finalmente eccoci al tradizionale <strong><span style="background-color: #ffff00">Mercatino di beneficenza</span></strong>, </span><span style="color: black">giunto alla sesta edizione.</span></span></span> </span> <p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"> <span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt"><span>Aiutateci a proseguire le nostre attività&nbsp;sociali e sanitarie in Etiopia e Zimbabwe.<br /> Come al solito siamo alla&nbsp;</span>chiesa dei santi Bartolomeo e Gaetano, in strada Maggiore 6, a Bologna.</span></span></span> </span> </p> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 10pt"><span style="font-size: 12pt">Dal 23 al 25 ottobre, ore 9-20.</span></span></span></span></span>  </div> </span></span></span></span></span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/57.html</link>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:49:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/57.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Etiopia: la chiesa di san Giorgio a Lalibela</title>
      <description><![CDATA[Bel reportage da Lalilbela.<br /> <a href="http://www.ilreporter.com/reportage/lalibela-la-petra-africana">http://www.ilreporter.com/reportage/lalibela-la-petra-africana</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/65.html</link>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2009 22:40:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/65.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Per capire un po' meglio l'Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Siamo da poco entrati nel 2001, come&nbsp;spiega questo semplice articolo.<br /> <a href="http://www.ilreporter.com/reportage/in-etiopia-oggi-e-otto-anni-fa">http://www.ilreporter.com/reportage/in-etiopia-oggi-e-otto-anni-fa</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/66.html</link>
      <pubDate>Fri, 25 Sep 2009 22:56:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/66.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Viveri per lo Zimbabwe!</title>
      <description><![CDATA[<p> <strong><span style="font-size: 10pt">Grande disponibilità e generosità delle parrocchie di Cristo re e Spirito Santo a Lavino (BO).<br /> </span></strong>In occasione dell'imminente viaggio in Zimbabwe del dottor Cenerini, questa volta accompagnato dai collaboratori Daniele Agnoli e Davide Zanni, le due parrocchie insieme hanno raccolto ben 664 euro, trasformati in pochi giorni in viveri.<br /> In particolare l'attenzione è stata posta su: latte in polvere,&nbsp;proteine animali (insaccati), proteine vegetali (legumi).<br /> Nel dettaglio ecco quanto ci è pervenuto.<br /> <br /> ACQUISTATI PER L’ONLUS “IN MISSIONE CON NOI” IN OCCASIONE DEL VIAGGIO IN ZIMBABWE DEL DR. STEFANO CENERINI DAL 29/09/09 AL 09/10/09  </p> <p> <br /> Kg.&nbsp;13,850&nbsp;SALAME MILANO&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;110,15  </p> <p> Kg.&nbsp;&nbsp; 3,800&nbsp;MORTADELLA&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp; 28,06  </p> <p> Kg.&nbsp;&nbsp; 3,900&nbsp;PANCETTA ARROTOLATA&nbsp;€&nbsp; 26,35  </p> <p> Kg.&nbsp;&nbsp; 5,000&nbsp;COPPA DI TESTA&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp; 33,00  </p> <p> Kg.&nbsp; 13,300&nbsp;PROSCIUTTO&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;117,04  </p> <p> Kg.&nbsp; 16,000&nbsp;LATTE IN POLVERE&nbsp;&nbsp;€&nbsp;210,00  </p> <p> Kg.&nbsp; 20,00&nbsp;RISO&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;&nbsp; 19,96  </p> <p> Kg.&nbsp; 20,00&nbsp;FAGIOLI BORLOTTI&nbsp;&nbsp;€&nbsp;&nbsp; 60,00  </p> <p> Kg. &nbsp;20,00&nbsp;LENTICCHIE&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;&nbsp; 42,00  </p> <p> N° 72 CANDELE DA CASA&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;&nbsp; 22,50  </p> <p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sommano&nbsp;&nbsp;€&nbsp;669,06 -<br /> A detrarre sconto salumificio&nbsp;&nbsp;€&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4,60__<br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;TOTALE&nbsp;&nbsp;&nbsp;€&nbsp;664,46  </p> <p> <br /> RACCOLTO DALLE PARROCCHIE<br /> DI TOMBE E SPIRITO SANTO,<br /> ANZOLA (BO)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;€&nbsp;664,00  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/56.html</link>
      <pubDate>Thu, 24 Sep 2009 20:41:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/56.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Non dimentichiamo lo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Bell'articolo di padre Giulio Albanese su Vita di ieri.<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2009/09/14/non-dimentichiamo-lo-zimbabwe/">http://blog.vita.it/africana/2009/09/14/non-dimentichiamo-lo-zimbabwe/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/59.html</link>
      <pubDate>Tue, 15 Sep 2009 21:27:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/59.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Botta e risposta tra noi e il Corriere della Sera</title>
      <description><![CDATA[<div> <span style="font-size: 10pt">Pubblichiamo questo botta e risposta via e-mail tra noi e il Corriere della Sera: lo spazio che i giornali solitamente danno ad iniziative come le nostre è talmente scarso che non possiamo lasciarci sfuggire ghiotte occasioni come queste.<br /> <br /> </span> </div> <div> <strong>From: Carlo Lesi</strong>  </div> <div> To: Alberizzi Massimo A.<br /> Sent: Saturday, August 22, 2009 5:36 PM<br /> Subject: Zimbabwe  </div> <div> <br /> Gent.mo dr. Alberizzi,<br /> </div> <div> <div align="justify"> <div align="left"> prendo spunto dalle parole del suo articolo di ieri:<br /> <em>"<strong>GULAG, FAME E REPRESSIONE: ERITREI IN FUGA DAL TIRANNO.&nbsp;</strong>Assieme alla Guinea Equatoriale, l'Eritrea è oggi governata dalla dittatura più rigida e repressiva di tutta l'Africa".</em>  </div> <div> Mentre leggevo mi veniva in mente lo Zimbabwe (la Rhodesia del Sud dei miei tempi) dove la situazione politico-sociale-economica è la stessa. Peccato che venga quasi sempre dimenticato. Forse non interessa a nessuna grande potenza se non agli inglesi: è stata colonia inglese fino al 1980 (Obama in Kenya l'ha ricordato). Da allora è comandata-schiacciata dall'oppressione del Presidente "comunista" Robert Mugabe (un altro tiranno) che l'ha portata alla fame, alla miseria più nera ed alle malattie (vedasi il recente colera). Anche le elezioni che hanno portato alla "spartizione" del potere con il suo avversario dal nome impronunciabile non sono servite a nulla se non ad inasprire il ruolo della polizia.  </div> <div> Ci sono stato a lavorare come medico in una missione nel 2003 assieme ad un medico bolognese che ha vissuto e lavorato in Zimbabwe per sette anni, oltre che in Zambia ed in Etiopia (dove ho fatto una breve apparizione). Già nel 2003 vidi in Zimbabwe supermercati vuoti, persone fare la fila per la benzina e per il pane. Fermo restando che al mercato nero si trovava di tutto. La polizia per un errore mi sottopose ad un "vivace" interrogatorio.  </div> <div> Sono informato perchè ricevo mail da persone che vivono in Zimbabwe ed il medico bolognese ci va una-due volte all'anno nell'ambito di In missione con noi onlus, Associazione che porta piccoli aiuti ad una missione sulla strada Harare-Masvingo, gestita da un'anziana dottoressa italiana; nonchè cercando di aiutare economicamente persone in difficoltà nelle townships.  </div> <div> Ora mi chiedo: perchè dimenticarsi anche di questa splendida terra "stillante latte e miele", come la terra promessa che Cecil J. Rhodes suddito di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra acquistò dalle tribù indigene ndebele e shona dopo averle ingannate con alcuni chili di zucchero nel 1891?  </div> <div> Basta leggere i romanzi di Doris Lessing (tra cui cito i ben noti Sorriso Africano e Quattro visite nello Zimbabwe) per rendersene conto.  </div> <div> Se se ne dimenticano volutamente i capi di stato, perchè non se ne debbono ricordare i giornalisti, il cui compito è anche quello di tenere sulla corda chi fa un cattivo uso del potere?  </div> <div> Anche questo sembra una forma distorta di "mal d'Africa".&nbsp;  </div> <div align="justify"> Grazie per avermi ascoltato e, se lo riterrà opportuno, per una risposta.  </div> </div> </div> <div> Cordiali saluti.  </div> <div> Carlo Lesi  </div> <div> <br /> <strong>From: Alberizzi Massimo A.<br /> </strong>To: Carlo Lesi<br /> Sent: Monday, August 24, 2009 12:32 AM<br /> Subject: Zimbabwe  </div> <div align="justify"> <br /> Caro dottor Carlo,<br /> Rispetto all’Eritrea lo Zim riempie le pagine dei giornali. Scusi ma io ci sono stato più volte negli ultimi anni e due volte ultimamente per i turni delle elezioni. Abbiamo anche parlato dell’accordo tra le parti.<br /> Inoltre, mi scusi, la situazione dei due Paesi è molto diversa. In Zimbabwe ci sono giornali d’opposizione oltre che un partito anti-Mugabe che ha espresso persino il sindaco di Harare. <br /> Lo Zimbabwe (di cui condivido tutto quello che lei ha scritto) è come il Vietnam comunista rispetto alla Cambogia di Pol Pot. E’ come l’Italia fascista rispetto alla Germania nazista. Non so se è il caso di compilare classifiche, ma lo Zim viene dietro l’Eritrea e altri Paesi (sicuramente meno conosciuti) ma più duri, come la Guinea Equatoriale. Diciamo che è almeno al terzo posto. <br /> Sa, il problema è che i giornali parlano poco di Africa. In questa pochezza, lo Zimbabwe è uno dei Paesi più seguiti. Pensi solo che non ho mai scritto un articolo sulla Guinea Equatoriale, un altro paese lager!<br /> Cordiali saluti<br /> Massimo Alberizzi  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/50.html</link>
      <pubDate>Sat, 05 Sep 2009 10:48:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/50.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>La morte di padre Guido Zanetti</title>
      <description><![CDATA[<span style="color: #000000"><span style="font-size: 12pt; font-family: Times New Roman">Dalla rivista Cartabianca, pubblichiamo la notizia della morte del missionario svizzero padre Guido Zanetti,&nbsp;per 53 anni instancabile predicatore del Vangelo e costruttore di pace&nbsp;in Rhodesia-Zimbabwe:<br /> </span></span><span style="font-size: 14pt"><a href="http://www.missionebetlemme.ch/fileadmin/bmi_it/docs/cartabianca/CB_zimbabwe.pdf"><span style="color: #800080; font-family: Times New Roman">http://www.missionebetlemme.ch/fileadmin/bmi_it/docs/cartabianca/CB_zimbabwe.pdf</span></a></span>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/49.html</link>
      <pubDate>Thu, 03 Sep 2009 23:24:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/49.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>2° torneo di scacchi pro Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> <span style="font-size: 12pt">IL&nbsp;CIRCOLO&nbsp;SCACCHI&nbsp;MONGHIDORO<br /> </span> </p> <div align="center"> e<br /> </div> <span style="font-size: 12pt">In missione con noi onlus<br /> </span> <div align="center"> organizzano il<br /> </div> <strong><em><span style="font-size: 10pt; background-color: #ffff00">2° TORNEO DI SCACCHI PRO ETIOPIA<br /> </span></em></strong>DOMENICA 6 settembre 2009 ore 15,<br /> piazza Olivetani&nbsp;7, Monghidoro BO.<br /> Torneo&nbsp;open semilampo da 15 minuti&nbsp;in sette turni.<br /> <br /> <span style="font-size: 12pt"> <div align="center"> <span style="font-size: 12pt"><strong>PREMI<br /> </strong></span> </div> <p> <span style="font-size: 8pt">Ai&nbsp;primi&nbsp;tre&nbsp;assoluti:&nbsp;€ 70;&nbsp;€ 60;&nbsp;€ 50.<br /> Premi&nbsp;in&nbsp;natura&nbsp;ai&nbsp;primi&nbsp;tre: NC; U 16; U 14; U 12.<br /> Iscrizione: adulti&nbsp; € 10; Under&nbsp;€ 5.<br /> Al termine&nbsp;si&nbsp;può restare&nbsp;a&nbsp;mangiare&nbsp;una pizza insieme&nbsp;a&nbsp;€ 4,50, bevande&nbsp;incluse.<br /> Per&nbsp;informazioni: Sergio Regazzi&nbsp;051-655.13.12, </span><a href="mailto:regazzisergio@libero.it"><span style="font-size: 8pt">regazzisergio@libero.it</span></a><span style="font-size: 8pt"> </span> </p> </span><br /> <div align="left"> Alla&nbsp;fine&nbsp;il&nbsp;ricavato&nbsp;verrà&nbsp;consegnato&nbsp;istantaneamente al dottor&nbsp;Stefano&nbsp;Cenerini, per&nbsp;nove&nbsp;anni&nbsp;medico missionario in Africa,&nbsp;in&nbsp;partenza&nbsp;per&nbsp;lo Zimbabwe a&nbsp;fine settembre, per&nbsp;i&nbsp;progetti sanitari e sociali dell'Associazione.<br /> </div> <p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  </p> <span style="font-size: 12pt"> <div align="center"> <p> <span style="font-size: 12pt">AMICI DIVERTIAMOCI<br /> FACENDO DEL BENE! </span> </p> </div> </span> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/id-2-torneo-di-scacchi-pro-etiopia.html</link>
      <pubDate>Fri, 28 Aug 2009 21:21:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/id-2-torneo-di-scacchi-pro-etiopia.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Nelle prigioni zimbabwiane</title>
      <description><![CDATA[Gravi notizie di malnutrizione dalle prigioni dello Zimbabwe:<br /> <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=2137">http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=2137</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/54.html</link>
      <pubDate>Thu, 20 Aug 2009 13:21:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/54.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il dottor Carlo Spagnolli dallo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<address class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt"> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 12pt">Il 19 luglio ci è arrivata in copia questa lettera del dottor Spagnolli, che molto volentieri pubblichiamo.<br /> "</span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Carissimi Amici,<br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">in Zimbabwe il 2009 è iniziato con ancor maggiori preoccupazioni di carattere sociale ed economico rispetto al 2008, poiché la moneta locale è collassata e il valore dei salari e stato annientato da una mostruosa inflazione del valore di sestilioni %! Una cosa mai vista...<br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Di punto in bianco il valore del denaro locale è diventato nominale, incapace di provvedere alle necessità di base come la salute e l’alimentazione. Soltanto chi riceve dall’estero dollari USA o rands sudafricani riesce a stento a sopravvivere.<br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Decine di migliaia di persone sono morte per malnutrizione e denutrizione, per mancato accesso a terapie mediche e chirurgiche di base, o anche solo per impossibilità di pagare le spese di trasporto ai pochi Centri Sanitari funzionanti, che in gran parte sono gli Ospedali Missionari e i Centri di Terapia come i nostri, sparsi su un vasto territorio.<br /> </span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Alla miseria, alla fame e alla malattia si è aggiunta quest’anno una spaventosa epidemia di colera (causata dal collasso delle infrastrutture di fornitura idrica e di smaltimento fognario) che ha mietuto più di 4000 vittime accertate.<br /> </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Anche i nostri cari Pazienti di HIV-AIDS, circa 1800 persone, hanno molto sofferto perché il loro organismo già provato è stato ulteriormente </span><span style="color: #0d0d0d; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">debilitato </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">dalla mancanza di nutrimento e altri mezzi di sostentamento essenziale. </span></span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Siamo subito corsi ai ripari aumentando enormemente la spedizione di containers dall’Italia, carichi di alimenti essenziali e tantissimi medicinali sia antiretrovirali che per le malattie opportunistiche, che io poi distribuisco allo Staff e ai Malati dei vari Progetti.<br /> </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'"><u>E dobbiamo ringraziare proprio voi, carissimi Amici, perché con le vostre generose donazioni di punti ci avete permesso di coprire tutte le spese di acquisto dei Farmaci Antiretrovirali per un anno, liberando altre risorse che sono state devolute in gran parte all’acquisto di alimenti di prima necessità sia in Italia sia in Sudafrica: in questo modo avete evitato la morte di molti dei nostri Malati, perché le Terapie purtroppo non sono efficaci se l’organismo è indebolito dalla fame o dalla malnutrizione.</u> </span></span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Non solo, ma quest’anno, sempre grazie al vostro aiuto per i Farmaci, abbiamo liberato risorse economiche per portare a termine urgenti Progetti di fornitura idrica e d’illuminazione (utilizzando energia solare e da generatori di corrente) nei nostri Ospedali e Centri Sanitari: in questo modo abbiamo risolto vecchi problemi igienici e migliorato di molto il tenore di vita dei nostri Malati e del Personale.<br /> </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Possiamo davvero dire di aver </span><u><span style="color: #c00000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">LAVORATO BENE INSIEME</span></u></span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">, a distanza di 10.000 km gli uni dagli altri, per mantenere accesa quella Luce nel Buio che da anni rischiara e indica la via di sopravvivenza a migliaia di Malati nello Zimbabwe.<br /> </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Grazie a voi i nostri Progetti sono </span><u><span style="color: #c00000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">RIFUGIO SICURO</span></u></span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'"> di gente altrimenti disperata e priva di risorse, sia materiali sia spirituali! Come il Rifugio di alta montagna, mentre fuori imperversa la tormenta, salva la vita degli Alpinisti, così i nostri Centri, grazie a voi, riparano dalla tempesta della vita migliaia di Persone e le loro Famiglie.<br /> </span><span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Ciò tanto più è vero&nbsp;se consideriamo che 1200 dei Malati che abbiamo in Terapia Antiretrovirale sono Mamme malate di AIDS: colonne indispensabili delle loro Famiglie e della Società, venendo meno loro sarebbe la fine (spesso dopo atroci sofferenze) per le migliaia di Bambini che da esse dipendono...<br /> </span><span style="color: #c00000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'"><u>GRAZIE DI CUORE, CARISSIMI AMICI E AMICHE,</u> </span></span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">rimaniamo insieme nella comunità di intenti e di azioni che assicura vita e serenità a migliaia di famiglie africane, grazie al buon uso delle risorse che voi mettete a nostra disposizione con fiducia e costanza ammirevoli.<br /> </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Con la mia Famiglia, i miei Pazienti e tutto il Personale dei nostri Centri&nbsp;mando un abbraccio forte e un ricordo affettuoso a voi e ai vostri Cari!<br /> </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'"><br /> <div align="right"> <span style="font-size: 12pt"><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Mutoko, luglio 2009<br /> Dott. Carlo Spagnolli, </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Fiduciario dell’Associazione </span><span style="color: #000000; line-height: 115%; font-family: 'Book Antiqua'">Amici Sen.&nbsp;G. Spagnolli onlus".</span><strong> </strong></span> </div> </span></span></span></address> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/46.html</link>
      <pubDate>Tue, 21 Jul 2009 13:25:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/46.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Densitometrie ossee</title>
      <description><![CDATA[<div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Grazie alla cortese disponibilità di varie persone, si effettueranno densitometrie ossee, completamente&nbsp;gratuite!, presso due poliambulatori privati.</span>  </p> </div> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Sono ovviamente graditissime le&nbsp;offerte per le nostre attività in Etiopia e Zimbabwe.</span>  </p> </div> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Appuntamento quindi a&nbsp;<span style="font-family: Arial">Castel San Pietro Terme BO il 6 luglio, poi a San Lazzaro BO il 10 luglio, sempre&nbsp;dalle 14.30 alle 19.30.</span></span>  </p> </div> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">La densitometria è effettuabile solo su appuntamento: per prenotarsi chiamare il numero 051-94.33.30 (Poliambulatorio Castellano), oppure il 338-99.51.146.</span>  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/densitometrie-ossee.html</link>
      <pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:21:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/densitometrie-ossee.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Vi scrivo dallo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Vi segnaliamo questo bell'articolo dal sito di Medici Senza Frontiere:<br /> <em><a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/vi_scrivo_da.asp?id=2046"><strong>&nbsp;Vi scrivo dallo... Zimbabwe</strong></a></em><strong>, la testimonianza di Maddalena che ci racconta la sua esperienza di <em>health promoter</em>.</strong>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/vi-scrivo-dallo-zimbabwe.html</link>
      <pubDate>Thu, 21 May 2009 18:37:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/vi-scrivo-dallo-zimbabwe.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Nuovi acquisti di mucche in comodato d'uso</title>
      <description><![CDATA[<p> <strong>Pubblichiamo la traduzione della lettera appena arrivata da padre Labena, responsabile nella zona di Soddo di questo programma.<br /> </strong> </p> <div align="right"> <p> <br /> Soddo, martedì 7 aprile 2009  </p> <br /> </div> <p> <em>In missione con noi<br /> <br /> </em>Bologna, Italia  </p> <br /> <div align="justify"> <p> gent. membri di <em>In missione con noi</em>,  </p> <p> lo scopo di questa lettera è di darvi la relazione sul denaro che mi è stato dato attraverso il dottor Stefano Cenerini nel mese di febbraio 2009 a Soddo, per acquistare delle mucche per i poveri.<br /> Le seguenti informazioni vi danno i dettagli del modo in cui i soldi sono stati usati.<br /> <br /> Ho ricevuto 7000,00 Ethiopian birr + 1000,00 €. Allora il tasso di cambio in banca era di 13,986 birr per 1 €; sono quindi 13.986,00 birr per 1000 €; in tutto 20.986,00 birr.<br /> <br /> L’accordo era di comprare 10 mucche; siccome quest’anno il prezzo del bestiame è sceso un po’, sono riuscito a comprarne 14 (alcuni sono vitelli) con 20.420,00 birr (il prezzo di ciascuna mucca con la relativa foto è attaccata a ciascun modulo “cow loan application form”).<br /> <br /> Altre spese: viaggi, <em>per diem</em> per i lavoratori, varie: 566,00 birr.<br /> <br /> Resto: 0.<br /> <br /> Mi scuso per non avervi spedito subito (prima del 15 marzo 2009) le foto delle mucche con i cartelli di provenienza dall’Italia (Semonte, Sigillo, Gubbio) di cui avevate bisogno con urgenza; tuttavia, allora le cose non erano ancora sistemate a dovere.<br /> Attendendo ulteriori comunicazioni da voi, vi auguro ogni bene.  </p> <p> Grazie.  </p> </div> <br /> <div align="right"> abba Labena Ghitore  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/76.html</link>
      <pubDate>Sat, 25 Apr 2009 22:34:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/76.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Africa in turmoil</title>
      <description><![CDATA[<div> <p> Vi segnaliamo questo bel testo sulla situazione del continente africano, tratto dalla rivista Vita del 1 aprile 2009:<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2009/04/01/africa-in-turmoil/"><strong>Africa in turmoil</strong></a><strong>, di Giulio Albanese.</strong>  </p> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/africa-in-turmoil.html</link>
      <pubDate>Fri, 17 Apr 2009 10:11:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/africa-in-turmoil.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Come un re</title>
      <description><![CDATA[A prima vista non si direbbe, ma Etiopia e Zimbabwe hanno qualcosa in comune.<br /> <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/14951/Mengistu,+l'ospite+d'onore">http://it.peacereporter.net/articolo/14951/Mengistu%2C+l%27ospite+d%27onore</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/62.html</link>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2009 21:53:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/62.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Dossier di MSF sullo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">Oltre al&nbsp;resoconto del recente viaggio del dottor Cenerini (vedi notiziario n. 45), vi segnaliamo anche questo&nbsp;dossier di Medici Senza Frontiere, appena uscito.</span>  </p> </div> <div> <p> <span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">La situazione del paese è veramente drammatica!</span>  </p> </div> <p> <span style="font-size: 10pt"><a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/sostienici/emergenza_zimbabwe/">Informazioni approfondite</a> e <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/Immagini/file/comunicati_stampa/Dossier%20Zimbabwefebbraio09.pdf">dossier scaricabile</a> in formato PDF sul sito di Medici Senza Frontiere.</span>  </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/emergenza-zimbabwe.html</link>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2009 11:34:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/emergenza-zimbabwe.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornamenti dallo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Anche su <strong>Vita</strong> si parla di Zimbabwe:<br /> leggete cosa scrive padre Giulio Albanese.<br /> <a href="http://blog.vita.it/africana/2009/02/15/mugabe-si-compra-una-reggia-mentre-la-sua-gente-muore-di-fame/">http://blog.vita.it/africana/2009/02/15/mugabe-si-compra-una-reggia-mentre-la-sua-gente-muore-di-fame/</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/53.html</link>
      <pubDate>Tue, 17 Feb 2009 13:15:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/53.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sistema scolastico al collasso</title>
      <description><![CDATA[Sempre in tema Zimbabwe, segnaliamo anche questo articolo di ieri dell'UNICEF:<a href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5215"><br /> http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5215</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/80.html</link>
      <pubDate>Thu, 12 Feb 2009 20:11:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/80.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Notizie dallo Zimbabwe dal sito di MSF</title>
      <description><![CDATA[<div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"> <span style="font-size: 14pt"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: 12pt"><span style="font-size: 10pt">Segnaliamo questo <strong>articolo&nbsp;sullo Zimbabwe</strong>&nbsp;pubblicato oggi sul sito di Medici Senza Frontiere:<br /> </span><a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1954"><strong><span style="font-size: 10pt">http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1954</span></strong></a></span></span></span></span><strong><span style="font-size: 10pt"> </span></strong> </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/52.html</link>
      <pubDate>Wed, 11 Feb 2009 12:43:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/52.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Caritas Internationalis denuncia la difficile situazione dello Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[dal radiogiornale Vaticano del 10 gennaio 2009 Caritas Internationalis denuncia la difficile situazione dello Zimbabwe ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/caritas-internationalis-denuncia-la-difficile-situazione-dello-z.html</link>
      <pubDate>Sat, 10 Jan 2009 01:00:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/caritas-internationalis-denuncia-la-difficile-situazione-dello-z.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Focolaio epidemico di colera nella cittadina di Chegutu</title>
      <description><![CDATA[<p> Notizia sull'esplosione di un focolaio epidemico  di colera nella cittadina di Chegutu: </p> <p> <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1909">http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1909</a> </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/focolaio-epidemico-di-colera-nella-cittadina-di-chegutu.html</link>
      <pubDate>Fri, 19 Dec 2008 16:22:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/focolaio-epidemico-di-colera-nella-cittadina-di-chegutu.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Una testimonianza dall'Etiopia</title>
      <description><![CDATA[Una bella testimonianza di vita dall'Etiopia:<br /> <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/vi_scrivo_da.asp?id=1905">http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/vi_scrivo_da.asp?id=1905</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/55.html</link>
      <pubDate>Thu, 18 Dec 2008 13:31:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/55.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sull'epidemia di colera in Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[<p> <span style="color: #000000">Intervista ad un membro di MSF sull'epidemia di  colera in Zimbabwe:</span> </p> <p> <span style="color: #000000"><a href="http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=1105">http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=1105</a><br />  </span> </p> <p> &nbsp; </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/sullepidemia-di-colera-in-zimbabwe.html</link>
      <pubDate>Wed, 17 Dec 2008 16:18:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/sullepidemia-di-colera-in-zimbabwe.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Malnutrizione nel sud Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> Sembra terminata la fase acuta della malnutrizione  nel sud Etiopia: <br /> </p> <p> <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1903&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nl127">http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=1903&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nl127 </a> </p> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/malnutrizione-nel-sud-etiopia.html</link>
      <pubDate>Mon, 15 Dec 2008 16:13:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/malnutrizione-nel-sud-etiopia.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Epidemia di colera in Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Intervista a Manuel Lopez, capo missione di MSF nel paese. ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/epidemia-di-colera-in-zimbabwe.html</link>
      <pubDate>Tue, 02 Dec 2008 10:37:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/epidemia-di-colera-in-zimbabwe.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sul fronte anti-AIDS parla la dottoressa Elisabeth Tarira</title>
      <description><![CDATA[Parla Elisabeth Tarira, direttrice dell'ospedale Saint Albert, che ha salvato 2mila bambini dello Zimbabwe dal contagio...]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/sul-fronte-anti-aids.html</link>
      <pubDate>Mon, 01 Dec 2008 10:30:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/sul-fronte-anti-aids.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Dopo il Congo, non dimentichiamo lo Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[Sono infinitamente grato alla redazione di Vita per l’appello “Non si può più stare a guardare” sulla drammatica situazione del Nord Kivu...]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/dopo-il-congo-non-dimentichiamo-lo-zimbabwe-40.html</link>
      <pubDate>Thu, 27 Nov 2008 10:19:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/dopo-il-congo-non-dimentichiamo-lo-zimbabwe-40.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Inaugurazione della mostra fotografica &quot;L’AFRICA NON ESISTE&quot;</title>
      <description><![CDATA[<p> In Missione Con Noi ONLUS  </p> <p> in collaborazione con <a href="http://www.teatroartespettacolo.com/">TEATRO ARTE E SPETTACOLO S.C.A R.L.</a>&nbsp; ed&nbsp; <a href="http://www.ars-creativa.it/">ARS.CREATIV@</a>  </p> <br /> <p> è lieta di invitarvi  </p> <p> lunedì 24 novembre alle ore 18.30  </p> <p> presso la  </p> <p> SALA CELESTE SRL  </p> <p> via Castiglione, 41 – Bologna  </p> <br /> <p> all’inaugurazione della mostra fotografica  </p> <br /> <p> <span style="font-size: 12pt"><em><span style="font-size: 14pt">L’AFRICA NON ESISTE</span> </em></span> </p> <p> <span style="font-size: 12pt"><em>testimonianza visiva dei luoghi e delle realtà in cui operano i volontari dell’associazione </em></span> </p> <br /> <p> che resterà aperta nel periodo  </p> <p> 24 novembre – 6 dicembre 2008  </p> <p> orari: 17.00 / 19.00 dal lunedì al venerdì  </p> <br /> <p> INGRESSO LIBERO  </p> &nbsp;  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/inaugurazione-della-mostra-fotografica-lafrica-non-esiste.html</link>
      <pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:33:00 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/inaugurazione-della-mostra-fotografica-lafrica-non-esiste.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Notizie dall'Etiopia</title>
      <description><![CDATA[<p> Ci sono recentemente giunte notizie dall’Etiopia che le piogge sono state abbondanti nei mesi di&nbsp;agosto e settembre, quindi con la speranza di avere un “raccoltino” di mais in questo periodo, seguito da un raccolto almeno sufficiente di teff (piccolo cereale tipico dell’Etiopia) verso novembre-dicembre.  </p> <p> Ciò non normalizzerà la situazione alimentare nel breve termine, ma speriamo che segni quantomeno l’inizio di un miglioramento, veramente necessario.  </p> <p> D’altro canto i costi delle materie prime sono molto cresciuti in Etiopia (come in molti paesi dell’Africa) nell’anno in corso, per cui i poveri stanno certamente facendo più le spese di altri della presente carestia.  </p> <p> L’impegno da noi profuso in questi mesi è stato notevole: certamente continuerà, sempre finalizzato a cercare di alleviare un po’ di sofferenza.  </p> <p> Grazie a varie persone negli ultimi 3 mesi ci sono giunte offerte per un totale di 1478 €, specificatamente donateci per la carestia in Etiopia.  </p> <p> Cogliamo quindi l’occasione di ringraziare di cuore tutti coloro che hanno così generosamente contribuito, sapendo che il 6 ottobre scorso questi fondi sono stati inviati a Soddo per gli aiuti alimentari necessari in questi mesi.  </p> <div align="right"> <br /> il Consiglio Direttivo  </div> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/notizie-dalletiopia.html</link>
      <pubDate>Fri, 10 Oct 2008 19:02:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/notizie-dalletiopia.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>L'accordo tra i partiti in Zimbabwe</title>
      <description><![CDATA[In Zimbabwe in questi giorni si parla molto dell'accordo tra i partiti.]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/zimbabwe.html</link>
      <pubDate>Tue, 23 Sep 2008 18:50:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/zimbabwe.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>V Mercatino della solidarietà</title>
      <description><![CDATA[Anche quest’anno organizziamo il Mercatino della solidarietà, giunto alla quinta edizione e ormai appuntamento fisso per tanti alla fine di ottobre. ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/mercatino-della-solidarieta.html</link>
      <pubDate>Fri, 19 Sep 2008 09:50:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/mercatino-della-solidarieta.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>L'obelisco di Axum</title>
      <description><![CDATA[Finalmente inaugurato&nbsp;ad Axum l'obelisco rientrato in patria dall'Italia.<br /> <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/12107/La+stele+di+Axum+torna,+dopo+68+anni,+in+Etiopia">http://it.peacereporter.net/articolo/12107/La+stele+di+Axum+torna%2C+dopo+68+anni%2C+in+Etiopia</a>  ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/63.html</link>
      <pubDate>Sat, 06 Sep 2008 22:04:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/63.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Medici Senza Frontiere parla della malnutrizione in Etiopia</title>
      <description><![CDATA[E' apparso in questi giorni un bell'articolo sulla carestia nel sud Etiopia sul sito di Medici Senza Frontiere Italia.]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/medici-senza-frontiere-parla-della-malnutrizione-in-etiopia.html</link>
      <pubDate>Wed, 13 Aug 2008 15:06:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/medici-senza-frontiere-parla-della-malnutrizione-in-etiopia.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>La nuova sezione &quot;Interventi urgenti&quot;</title>
      <description><![CDATA[Abbiamo aggiunto una nuova sezione in homepage, <em>Interventi urgenti</em>.<br /> <br /> Lo scopo della nuova sezione è di evidenziare situazioni ed iniziative legate a particolari circostanze, che per la loro gravità richiedono un nostro impegno urgente e mirato.<br /> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/la-nuova-sezione-interventi-urgenti.html</link>
      <pubDate>Mon, 04 Aug 2008 11:22:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/la-nuova-sezione-interventi-urgenti.html</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il nuovo sito è online!</title>
      <description><![CDATA[Il nuovo sito di In Missione Con Noi ONLUS è online.<br /> Alcune sezioni sono in allestimento, in particolare le gallerie fotografiche su Etiopia e Zimbabwe.<br /> La sezione <a href="appuntamenti.html">Appuntamenti</a> presenta già alcuni eventi che si svolgeranno nei prossimi mesi.<br /> ]]></description>
      <link>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/il-nuovo-sito-e-online.html</link>
      <pubDate>Tue, 29 Jul 2008 13:15:00 +0200</pubDate>
      <guid>http://www.inmissioneconnoi.org/mostra-notizia/items/il-nuovo-sito-e-online.html</guid>
    </item>
  </channel>
</rss>
