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In Missione Con Noi Onlus > Homa Electrification Project > La parrocchia di Campolungo RE

Presentazione

Bologna, 12-7-2009

 

Parrocchia di Campolungo

42035 Castelnovo ne’ Monti, RE


Homa electrification project

Nei miei nove anni spesi tra Zambia, Etiopia e Zimbabwe, ho lavorato a tempo pieno come medico.

Tuttavia poco dopo il mio arrivo in loco, ho cominciato a guardarmi intorno per osservare la cultura e le situazioni locali: risultava chiara la presenza anche di altri bisogni, non di carattere strettamente sanitario-ospedaliero.

Pertanto, con mia moglie, abbiamo gradualmente iniziato varie attività sociali, percorrendo differenti direttrici e utilizzando gli aiuti in denaro che ci arrivavano dall’Italia.

In questi ultimi anni, nonostante la nostra assenza in loco (dall’Italia andiamo in Etiopia e Zimbabwe solo due volte l’anno per brevi periodi di supervisione), continuiamo queste attività certamente con risultati più che incoraggianti!

 

 1. La prima in ordine di tempo è stata quella assistenziale: aiuto ai poveri, pagamento di spese ospedaliere per pazienti in difficoltà economiche, spese generali per l’ospedale.

Ad esse vanno aggiunte alcuni interventi urgenti effettuati di recente:
  • invio di 8000 euro nel luglio 2008 per la carestia che aveva colpito pesantemente varie regioni dell’Etiopia, tra cui il Wolaita, dove operiamo noi;
  • dal 2008, inviamo 1000 euro al mese regolarmente al progetto sociale che seguiamo in Zimbabwe, chiamato in lingua shona “usatambudza chirikadzi kana nherera” (“Non maltratterai la vedova o l’orfano” [Es. 22, 22]), per cercare di aiutare orfani e persone in gravi difficoltà, in seguito alla crisi sempre più grave che attanaglia il paese da anni;
  • nel maggio 2009, oltre 2000 euro sono stati utilizzati per fronteggiare l’epidemia di malaria nel zona di Soddo, sud Etiopia.
2. La seconda pista operativa si è rivolta alla promozione allo sviluppo: siamo partiti con le nostre piccole forze, orientandoci alle persone intorno a noi.
In pochi anni abbiamo sostenuto quanto segue:
  • alcuni prestiti sottoforma di microcredito, con discreti risultati;
  • il “food for work” in zona rurale, vale a dire l’assumere “a giornata” lavoratori come manodopera agricola, pagandoli in natura al termine del lavoro;
  • l’acquisto di una sessantina di mucche in comodato d’uso: si affida una mucca in comodato ad una famiglia bisognosa che si impegna a curare, a non vendere ed a non macellare l'animale. Avere una mucca può rappresentare la differenza tra la morte e la vita. Il latte consente di nutrirsi vendendo le eccedenze, il  letame viene usato per concimare e la venuta di vitellini incrementa la stabilità economica del nucleo familiare. Diversamente dall'aiuto economico, con una mucca diamo alle famiglie un sostentamento duraturo e dignità.

3. In posizione intermedia poi, classifichiamo il sostegno scolastico, sia sottoforma di vera e propria adozione a distanza (al momento abbiamo 46 studenti, ai quali forniamo il materiale didattico, le tasse scolastiche, la divisa ove richiesta, metà del sostegno alimentare mensile, unitamente ad un fondo comune per le urgenze medico-chirurgiche), che di aiuto a studenti in situazioni disagiate.

In definitiva, come Associazione al momento siamo molto più impegnati dal punto di vista assistenziale che di promozione allo sviluppo.

La recente richiesta che ci è arrivata da Homa, nella regione del Kambatta-Hadya in Etiopia, per il finanziamento dell’impianto della rete elettrica per il villaggio, è per noi certamente una novità.

Si tratta di un preventivo non certo piccolo (oltre 33.000 euro), ma ha il grande pregio di essere un progetto di sviluppo, che verrà seguito in loco da un sacerdote etiope come responsabile esecutivo del progetto.

In pratica portare la corrente elettrica in un villaggio di medie-grandi dimensioni, in cui ora “si campa” di sola agricoltura di sussistenza, significa lanciare in grande stile lo sviluppo del settore terziario: saldatori, falegnami, gommisti, meccanici, fornai, parrucchiere, ecc. inizieranno a crescere rapidamente.

Inoltre, completati i lavori di installazione della rete elettrica, non saranno più necessari ulteriori fondi dall’Italia, utilizzando il noto meccanismo delle bollette elettriche a ciascun abbonato per le ordinarie spese di gestione e manutenzione della rete.


In conclusione, siamo cortesemente qui a chiedervi un finanziamento per questo meritorio progetto, sostenuto anche da mons. Rodrigo Mejía Saldarriaga, S.J., vescovo del Vicariato Apostolico di Soddo-Hosanna (dove il villaggio e la missione di Homa si trovano), rivolto al bene della comunità.


Cordiali saluti.

Stefano Cenerini, segretario

 

Discorso abba Daniel

29-11-2009


Mi chiamo Daniel Tumiso Kelbore vengo dall’Etiopia. Sono sacerdote da 9 anni. Sono studente all'Università San Tommaso d'Aquino, a Roma. Studio Scienze Sociali e sono in Italia da tre anni.

Prima di tutto vorrei ringraziare il Signore e poi il vostro parroco don Pierino per avermi dato questa grande opportunità di stare in piedi davanti voi. Grazie a voi Cristiani di questa parrocchia qui presenti e non presenti. Grazie ai vostri figli, ai ragazzi e alle ragazze, ai catechisti, ai collaboratori pastorali, agli uomini e alle donne che lavorano per creare un mondo migliore per tutti. Grazie ai missionari dell'Europa per aver piantato la fede Cattolica in Etiopia, in modo particolare nella zona di Soddo-Hosanna. Grazie ai benefattori italiani, soprattutto a coloro che aiutano continuamente i paesi più poveri del mondo. Grazie al dottor Stefano Cenerini, uno zelante medico che vive la maggiore parte della sua vita per aiutare gli altri, specialmente in Etiopia e in Zimbabwe. Se non sbaglio lui sta aiutando in Etiopia più di 40 studenti provenienti dalle famiglie più povere della società, sempre con il suo sudore. Grazie Stefano!

Adesso vi racconto un' po’ di Homa, per la quale sono venuto a darvi la mia testimonianza. Homa si trova 280 km a sud di Addis Abeba, capitale dell'Etiopia. Homa come paese conta circa ventimila abitanti, di cui 6.500 sono cattolici. Tutti gli abitanti sono totalmente dipendenti dall'agricoltura; è di tipo molto tradizionale, cioè non avanzata per niente. Pertanto la vita quotidiana è sempre impostata sulla sussistenza. È vero che c'è povertà, ma la gente è molto credente, molto generosa e sorridente. Essi non parlano mai di povertà, avendo tanta fiducia e tanta speranza in Dio. Ecco io sono stato là per sette anni, con tanti problemi soprattutto economici. Vi dico la verità: in quei sette anni non avevo una casa, ma dormivo in una piccola camera attaccata alla chiesa (che è costruita con legno e fango); non avevo l'acqua pulita, i parrocchiani me la portavano da una fonte molto lontana; di notte non avevo la luce elettrica, dovevo usare le candele; e cosi via. Grazie ai benefattori italiani e al mio vescovo Domenico Marinozzi, originario delle Marche, quattro anni fa abbiamo costruito una casa per i sacerdoti che lavorano a Homa. Oggi questo casa è l'unica cosa che abbiamo, tutti gli altri servizi importanti non ci sono. Abbiamo bisogno di tante cose: l'acqua pulita, l'asilo, il dispensario, la scuola. Tuttavia l'elettricità è il nostro bisogno principale perché senza essa sarà molto difficile fare le altre cose. Insomma, a parte queste cose ero molto contento perché i cristiani del posto mi erano molto vicini e sempre disponibili ad aiutarmi.

Alcuni dati statistici relativi alla nostra attività pastorale e catechistica: i Sacerdoti sono 2 cioè parroco e vice parroco; i Catechisti permanenti sono 14, mentre i volontari sono 22 (tutti questi sono uomini perché le donne non fanno ancora catechismo per diversi motivi culturali). I Cattolici battezzati sono 4.500 tra cui i giovani sono 1500, i catecumeni sono 1200, i bambini in preparazione per la comunione e per la carisma sono 800, le cappelle più grandi sono 9 e invece quelle di villaggio sono 33. In questo lavoro di evangelizzazione e di catechesi, ci sono di grande aiuto i catechisti che conoscono la lingua locale e la cultura della gente. I catechisti permanenti ricevono un minimo contributo di 10 euro al mese, mentre gli altri catechisti fanno puro volontariato. Comunque, entrambi si impegnano nei centri e nelle cappelle a diffondere la parola di Dio e la religione cattolica.

Vorrei concludere con una parola di Madre Teresa di Calcutta: “Non vogliamo cambiare il mondo; quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo, l'oceano avrebbe una goccia in meno. Se tante gocce si uniscono a noi, un piccolo pezzo di terra potrebbe diventare un angolo di speranza nel mondo che attende”.

Il Signore vi benedica e vi protegga sempre! Grazie di cuore a tutti per l’attenzione!

P. Daniel Tumiso Kelbore
Convitto Internazionale San Tommaso
via degli Ibernesi 20
00184 Roma RM

 

Ringraziamento del Presidente

Parrocchia dei santi Pietro e Paolo

Via Campolungo

42035 Castelnovo ne’ Monti RE

Bologna, 10-12-2009


rev. don Pierino Leuratti,

gent. parrocchiani tutti,


come Presidente di In missione con noi e a nome di tutti i soci e i collaboratori, vi ringrazio di cuore per il grande sforzo economico e organizzativo messo in campo da voi tutti in occasione della vostra annuale Tortellata di Ferragosto, il cui incasso avete magnanimamente deciso di devolvere al finanziamento del nostro progetto di sviluppo ad Homa, in Etiopia.

La cifra che ci avete donato, enormemente superiore alle aspettative!, riesce a coprire ben il 45% del preventivo totale.

L’imminente viaggio del dottor Cenerini e di un collaboratore castelnovino in Etiopia, programmato per il 27 gennaio prossimo, sarà l’occasione per la consegna diretta di questa prima porzione di finanziamento del progetto.

Verranno fatte fotografie di come è l’attuale situazione del villaggio, unitamente ad alcune interviste con persone del luogo.

Sarà poi a cura del responsabile locale del progetto stesso, don Derejè Titos, l’invio ogni tre mesi di una accurata relazione scritta e fotografica di come procedono i lavori.

In base al preventivo, iniziando i lavori a febbraio questi dovrebbero concludersi entro fine 2010.

Desideriamo segnalarvi inoltre che sono in corso contatti con altri enti ed associazioni per altre tranche di finanziamento, tali da poter coprire l’intero costo del progetto.

La nostra piccola organizzazione, che si è assunta il compito di coordinare il progetto, rimarrà costantemente vigile sul suo effettivo svolgersi nel modo più regolare e trasparente possibile, così da essere sicuri che si possa effettivamente completare nei tempi preventivati.


Ancora immensamente grazie e cordiali saluti.


Massimo De Matteis, presidente


Ricevuti: 15,000 euro.