Cibo
Ogni giorno, dall’aeroporto di Addis Abeba parte un cargo carico di fiori destinati ai ricchi mercati olandesi.
Ogni giorno, l’Etiopia importa il latte dal Dubai, distante 2.000 km!
In questo paese non esiste una stabile e organizzata industria agro-alimentare e basta un raccolto compromesso per ridurre la popolazione alla fame.
In Zimbabwe la carenza di cibo è dovuta, perlopiù, alla crisi economica.
In una realtà da incubo, dove i prezzi crescono di 4 volte ogni minuto (!), i mercati sono vuoti e si è tornati alla pratica del baratto per poter avere qualcosa da mangiare.
Chi ha disponibilità di valuta straniera, deve andare ad approvvigionarsi negli stati confinanti (come il Botswana o il Sud Africa) affrontando veri e propri pellegrinaggi di centinaia di km su strade infami ed esponendosi agli assalti degli sbandati.
In Missione Con Noi – Onlus ha intrapreso diverse iniziative per affrontare la crisi
alimentare, tra queste:
Mucche in comodato: Il programma prevede l'affidamento di una mucca ad una famiglia bisognosa che si impegna ad accudirla (non la può né vendere né macellare).
Avere una mucca può rappresentare la differenza tra la vita e la morte: il latte consente di nutrirsi e si possono vendere le eccedenze, il letame viene usato per concimare i campi e la nascita di vitellini incrementa la stabilità economica del nucleo familiare.
Diversamente dall'aiuto in denaro, con una mucca si dà alle famiglie un sostentamento duraturo e dignità.
Emergenza carestia 2008: Nel maggio 2008 anche in Wolaita (la regione etiope dove opera l’associazione) è esplosa l’emergenza carestia, con centinaia di migliaia di casi di malnutrizione certificati dall’Unicef.
Utilizzando tutte le proprie riserve di fondi, la Onlus ha immediatamente attivato un programma di aiuti alimentari, distribuendo nei villaggi diverse tonnellate di mais.
(Paradossalmente, tale attività si è dovuta svolgere di nascosto dalle autorità governative che
– per questioni di “immagine” internazionale - non avevano ufficialmente dichiarato lo stato di
carestia e quindi giudicavano illegale distribuire cibo nelle zone colpite dalla siccità!)





