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Qualcosa dallo Zimbabwe

15-07-2010 00:09

Dal radiogiornale vaticano del 14 luglio, qualche aggiornamento sulla situazione in Zimbabwe.

Zimbabwe: la Chiesa attivamente impegnata nella riconciliazione nazionale

La Chiesa nello Zimbabwe vuole fare la sua parte per promuovere la riconciliazione e la democratizzazione del Paese. Per questo si sta già mobilitando con diverse iniziative per sanare le profonde ferite tuttora aperte dopo anni di violenze in vista delle elezioni politiche del 2011. La convocazione della nuova tornata elettorale è uno dei punti chiave dell’accordo raggiunto nel 2009 tra il Presidente Robert Mugabe e il rivale Morgan Tsvangirai, oggi primo ministro nell’attuale governo di coalizione, dopo le violenze seguite alle contestate elezioni del marzo 2008. Il problema è che il Paese è lontano da una vera riconciliazione nazionale. "Per avere elezioni libere e giuste, dobbiamo porre fine alla violenza e ripristinare lo Stato di diritto”, spiega in un’intervista all’agenzia Cns Alouis Chaumba, responsabile della Commissione Giustizia e Pace dei vescovi, che ha già avviato una serie di iniziative in questo senso. Tra queste l’aiuto psicologico alle vittime delle violenze, in collaborazione con altre organizzazioni non governative. Un altro fronte è quello della promozione della partecipazione e della coscienza politica dei cittadini attraverso seminari nelle parrocchie, forum e incontri con leader politici. Diversi gruppi parrocchiali della capitale Harare e di Chinhoyl hanno visitato il parlamento per capire come funziona, cosa fanno i rappresentanti eletti e come interagire con loro. L’idea, spiega ancora Chaumba, è di “creare fiducia nel processo elettorale per convincere le persone che il loro voto conta davvero”. Uno dei nodi critici è rappresentato peraltro dall’approvazione della nuova Costituzione prima della scadenza elettorale dell’anno prossimo. Il processo di riforma costituzionale è infatti molto indietro sulla tabella di marcia a causa delle continue schermaglie tra i vari partiti politici. Lo Zimbabwe resta un Paese “molto polarizzato”, dice il responsabile di Giustizia e Pace , osservando che se l’attuale governo di coalizione ha fatto sforzi per riconciliare la gente “il legame tra riconciliazione e giustizia è stato dimenticato o ignorato”.